La Regione lancia l’ultimatum a Tendas

Dopo le due precedenti bocciature firmato il decreto che impone l’approvazione degli equilibri di bilancio entro 20 giorni

ORISTANO. Eccolo l’ultimatum. Tecnicamente è il primo e a questo non ne seguiranno altri. Da ieri sino al 25 o forse al 26 settembre la giunta Tendas ha le ore contate per provare a salvare la sua consiliatura. L’assessore regionale agli Enti Locali, Cristiano Erriu, ha infatti firmato il decreto che stabilisce i nuovi termini per l’approvazione della delibera degli equilibri di bilancio.

Erano stati bocciati già due volte dal consiglio comunale. E proprio il Consiglio ha ora a disposizione i fatidici venti giorni di tempo per «dare atto del permanere degli equilibri di bilancio dell’esercizio finanziario o, in caso di accertamento negativo, per adottare contestualmente i provvedimenti necessari al riequilibrio». Termini burocratici un po’ criptici, ma certamente ben comprensibili dal sindaco, dalla giunta e dai suoi consiglieri che ormai si sono fermati a dodici in entrambe le occasioni in cui gli equilibri di bilancio sono stati votati dall’aula. Dovrebbe essere il tredici a portare sfortuna, ma non in questo caso.

Il decreto stabilisce che nei confronti degli enti inadempienti si procederà «ai sensi del combinato disposto di cui all’articolo 5 bis della legge regionale 13 del 7 ottobre 2005 e dell'articolo 13 del decreto legislativo 267/2000». Ermetico come non mai, il comunicato della Regione ha sinora dato spazio a una doppia interpretazione. Per l’opposizione significa che, in caso di bocciatura arriva il commissario e che sindaco, giunta e consiglio comunale possono tranquillamente accomodarsi e andare a casa in attesa di nuove elezioni.

La maggioranza è più fiduciosa e ritiene che una terza bocciatura non porti come conseguenza quella del commissariamento dell’ente, ma solamente la nomina di un commissario ad acta esclusivamente per l’aspetto relativo agli equilibri di bilancio. Essendo già stato approvato il bilancio, la giunta ritiene sia troppo penalizzante il commissariamento intero dell’ente rispetto all’inadempienza, per potrebbe essere nominato un funzionario regionale esterno solo per questo motivo.

Così si entra però nei meandri della normativa senza spostare di una virgola il vero problema. Ammettendo anche che venga nominato il commissario ad acta, Guido Tendas ha ancora una maggioranza? Di sicuro, l’unica cosa che ha in tasca sono i venti giorni durante i quali dovrà avviare la benedetta verifica che consenta di capire se c’è ancora margine per ricomporre la situazione e portare a termine la legislatura o se sia più dignitoso salutare tutti e lasciare ancora una volta la città in mano al commissario sancendo l’abdicazione della politica.

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