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Il blocco del latte continua solo in tre allevamenti

di Enrico Carta
Il blocco del latte continua solo in tre allevamenti

ARBOREA. La normalità è dietro l’angolo. Da cinquanta o poco più della settimana scorsa, il numero di aziende coinvolte nel caso aflatossina M1 è via via sceso. Due giorni fa una decina restavano...

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ARBOREA. La normalità è dietro l’angolo. Da cinquanta o poco più della settimana scorsa, il numero di aziende coinvolte nel caso aflatossina M1 è via via sceso. Due giorni fa una decina restavano ancora sotto la bandiera rossa che le obbligava allo stop, ma già ieri il loro numero si era ridotto a tre. Sono tutte nell’Oristanese e comunque, sin dalle prossime ore, potrebbero a loro volta riprendere a lavorare tranquillamente senza la spada di Damocle caduta sul loro capo dopo che il bestiame si era nutrito di mangime “contaminato” producendo latte con valori non conformi a quelli stabiliti dalla legge.

Tutto procede quindi coi ritmi ipotizzati all’indomani dello stop imposto nel momento in cui erano stati riscontrati i valori sballati in una partita di latte da 35mila litri. Era stata la 3A di Arborea ad informare immediatamente la Asl e dai suoi uffici era scattata la procedura di blocco che ha portato anche alla distruzione del latte non a norma. Nel frattempo gli animali che si erano nutriti dei mangimi contaminati hanno smaltito l’intossicazione e hanno ripreso a produrre latte con caratteristiche perfette per poter essere nuovamente inserito nei canali di distribuzione. La catena di raccolta e trasformazione ha potuto così riprendere nella sua quasi totalità, mentre i servizi veterinari della Asl stanno procedendo con le verifiche serviranno per capire come uno dei sistemi produttivi più importanti dell’isola sia inciampato, per fortuna senza conseguenze importanti, in un ostacolo simile. Naturalmente per portare a termine tutti gli accertamenti ci vorrà inevitabilmente parecchio tempo.

Molto più rapido è stato invece il sistema di individuazione degli allevamenti in cui era stata somministrata agli animali la farina di mais contaminata da aflatossina M1 e altrettanto immediato è stato il blocco, conseguente ad una sorta di autodenuncia avvenuta attraverso la stessa 3A. Una volta avvisata la Asl si è messa in moto l’intera macchina che ha impedito che il latte venisse lavorato e finisse tra gli scaffali dei supermercati pronto per essere acquistato. Una certezza in più per i consumatori.

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