Martinez contro tutti: «Meglio il commissario»
Duro atto d’accusa del regista rivolto alle ultime tre amministrazioni «Un città lasciata nel buio, come Pompei prima dell’arrivo della lava»
ORISTANO. Filippo Martinez non è nuovo a provocazioni forti. E neanche questa volta si tira indietro, affidando a una lunga lettera il proprio pensiero sulla situazione della città di Oristano, legata indissolubilmente a quelle delle varie amministrazioni che si sono succedute negli anni. Martinez, regista, critico, pittore, pubblicitario, auspica l’arrivo del Commissario in Comune. Via il sindaco Guido Tendas, via gli assessori, via l'intero Consiglio comunale e via anche i dirigenti «che nel 2014 (non so nel 2015) si spartirono in cinque 160 mila euro di premi di produzione per il loro determinante contributo all'eutanasia di Oristano».
Questa, in sintesi, la «lettera aperta di un cittadino che non riesce a rassegnarsi» di fronte alla «inarrestabile decadenza» della città di Eleonora. Corresponsabili della decadenza di Oristano, secondo Martinez, anche i predecessori di Tendas Antonio Barberio e Angela Nonnis. Barberio perché subito dopo la trionfale elezione del 2002 «invece di rimboccarsi le maniche e lavorare per il bene della città si prese un mese di vacanza dalle quali non è più tornato». Nonnis per aver fatto entrare Abbanoa a Oristano mentre gli altri Comuni lottavano per cacciarla e per «la sua uscita di scena» compensata «da una poltroncina».
Un affondo durissimo Martinez lo riserva a Guido Tendas: «Il mio vero rimpianto è che quando minacciò di denunciarmi, dopo che io con vigore avevo espresso il mio pensiero sul suo operato. Non lo fece. Lo incoraggiai più volte. Niente. Solo minacce. Peccato, sarebbe stato un processo divertente».
Per descrivere la situazione attuale Martinez ricorre a una citazione: «Plinio il giovane descrisse con parole toccanti gli ultimi attimi di Pompei prima che la lava la travolgesse: “Avevamo appena fatto in tempo a sederci quando si fece notte, non però come quando non c'è luna o il cielo è pieno di nubi, ma come a luce spenta in un ambiente chiuso”. Ecco: oggi Oristano è come Pompei prima della lava, “a luce spenta in un ambiente chiuso”».
Per il resto, assieme all’attuale sindaco, Martinez boccia la sua maggioranza ma anche l'opposizione. «Dai luoghi del potere - recita la sua lettera - giunge solo un lontano, indefinibile chiacchiericcio insensato», mentre «giornali e tv da tempo ormai immemorabile sono costretti a documentare la loro tragica assenza di pensiero, la loro totale mancanza di fantasia, di coraggio, di energia, di passione, di spirito d'iniziativa». La conclusione è drastica: «Tutti a casa e benvenuto al commissario». E «per il bene di Oristano» alle prossime elezioni «solo candidati giovani, gente capace, pulita, appassionata, intelligente e generosa» perché «gli anziani hanno già sprecato le loro chances».
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