Canone agevolato, ma senza privacy
Cabras, il Comune pubblica sul sito i nomi dei beneficiari Il precedente di Oristano provocò l’intervento del garante
CABRAS. Per il momento non ci sarebbero proteste ufficiali da parte dei diretti interessati, ma il Comune di Cabras potrebbe essere incappato in un infortunio simile a quello in cui incorse il Comune di Oristano con la pubblicazione, sul proprio sito istituzionale, di elenchi di persone che non avevano provveduto a pagare alcuni tributi e di persone che invece non avevano saldato delle multe.
Il Comune di Cabras non arriva a tanto, però sul proprio sito internet pubblica l’elenco delle persone che usufruiranno degli alloggi a canone moderato. Si tratta di alloggi che il Comune assegna a famiglie o singoli con particolari condizioni economiche.
Non si tratta di situazioni di povertà, ma comunque di persone che ricadono in determinate fasce di reddito. I nomi dei beneficiari di questi alloggi sono stati pubblicati con dovizia di dettagli (collocazione precisa dell’alloggio, numeri di componenti il nucleo familiare). Certo, non si tratta di un elenco con centinaia di nomi, come accadde per il Comune di Oristano, ma si pone comunque un problema di tutela del diritto alla riservatezza.
Un diritto che però si scontra con un altro: quello di chi è stato escluso da certe graduatorie a controllare l’effettivo possesso dei requisiti richiesti da parte di chi invece si è visto assegnare un alloggio. Il Comune di Oristano, dopo la scottatura sul caso di multe e tributi, ha deciso di scegliere la strada della prudenza e, in casi simili a quelli di Cabras, di non pubblicare i nominativi dei beneficiari di un intervento pubblico. Il Comune di Cabras ha scelto un’altra strada.
Il Comune di Oristano, per il caso della pubblicazione on line degli elenchi di persone morose nel pagamento di alcuni tributi o nella regolarizzazione delle sanzioni amministrative legate a infrazioni al codice della strada, era stato oggetto di un accertamento da parte del Garante per la privacy. Al termine di quelle verifiche il Comune aveva ricevuto una sanzione di 20mila euro.
A Palazzo degli Scolopi, una volta esploso il caso, si era deciso di rimuovere dal sito gli elenchi con i nominativi.
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