Dialisi in Clinica, si va verso lo stop
Contenzioso tra Casa di cura “Madonna del Rimedio” e Asl per il taglio al budget delle prestazioni di nefrologia
ORISTANO. La Casa di cura “Madonna del Rimedio” potrebbe interrompere a breve (forse già a ottobre) le prestazioni in convenzione con l’Asl 5 per dialisi e nefrologia. Un’ipotesi che è la diretta conseguenza di un contenzioso che si è venuto a creare dopo la decisione dell’Azienda sanitaria locale di tagliare il tetto di spesa e quindi il contratto con la Casa di cura.
Contro questa decisione la direzione della clinica ha presentato ricorso al Tar: il pronunciamento dei giudici amministrativi dovrebbe arrivare la settimana prossima.
La dirigenza dell’Azienda sanitaria ha deciso di resistere in giudizio «per far valere le proprie difese e eccezioni» e per questo motivo ha affidato l’incarico di tutelare gli interessi dell’Asl davanti al Tar all’avvocato Salvatore Angelo Miscali.
«Se la decisione verrà confermata - dice Antonio Sulis, direttore della clinica Madonna del Rimedio - saremo costretti a non proseguire l’attività. E stiamo parlando di una terapia salvavita come la dialisi».
Cosa è accaduto? L’Asl 5, che ha una convenzione con la casa di cura, ha deciso a luglio di ridurre il budget a disposizione dei privati. «Peccato che lo abbia fatto dopo che era già stato firmato un accordo che calibrava l’impegno per il 2016 sulla base della spesa sostenuta nell’anno precedente. Le cifre sono queste: nel 2015 il tetto per le spese di dialisi sostenute dalla struttura privata era stato di due milioni e 400mila euro, anche se la casa di cura aveva speso un milione e 900mila circa».
Proprio sulla base di quella spesa era stata programmata l’attività per l’anno in corso: «A luglio, invece, la decisione dell’Asl di ridurre il budget a un milione e 400mila euro. «Significa che ci sono 500mila euro in meno - aggiunge Antonio Sulis -. E significa che a ottobre avermo già esaurito i fondi disponibili. Ecco perché, se non ci sarà un ripensamento, saremo costretti a interrompere l’erogazione delle prestazioni. Sarà l’ospedale a doversi fare carico dei pazienti gestiti da noi, ma dubito che ci possano riuscire».
Secondo Sulis è «inconcepibile» che la comunicazione del taglio sia arrivata a luglio. «L’Asl si divende dicendo che la Regione ha dato un milione e mezzo di euro in meno rispetto allo scorso anno». Ecco perché il direttore della clinica lancia un appello: «Che ognuno faccia la propria parte perché nell’Oristanese arrivino le risorse necessarie per la sanità».
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