Nel nome di San Francesco attraversando la Planargia
Nel suo pellegrinaggio Fratel Biagio Conte è passato ieri da Tresnuraghes La storia di un uomo che lasciato tutto per abbracciare la povertà
TRESNURAGHES. «Un cammino di penitenza, per portare la voce della pace e della speranza agli ultimi e ai sofferenti». Fratel Biagio Conte tocca le lande di Planargia e Montiferru nel suo cammino in Sardegna, dopo lo sbarco giorni fa a Olbia. Insieme ad un confratello, con la croce di legno sulle spalle e il bastone del pellegrino nella mano, in molti lo hanno visto transitare ieri mattina a Tresnuraghes, diretto a Oristano e da qui a Cagliari, la meta ultima del suo pellegrinaggio nell’isola. «Siamo partiti da Palermo, arrivati a Roma Papa Francesco ci ha benedetto. L’idea era di proseguire il cammino verso il Nord Italia. Poi abbiamo pensato: e la Sardegna?». Dubbio subito sciolto, perché la direzione di Fratel Biagio è stata l’imbarco a Civitavecchia diretto nell’isola. «Abbiamo sostato a Suni, sempre sostenuti dai fratelli che ci incontrano per strada e ci danno una mano» racconta. Quindi ieri mattina la partenza verso Oristano, evidentemente notati da qualcuno mentre attraversavano la via principale di Tresnuraghes. Una celebrità, se è possibile usare questo termine, quella di Fratel Biagio e della sua “Missione di speranza e carità” che a Palermo si traduce in aiuto concreto a quanti hanno necessità di un posto dove mangiare e dormine, ma anche di una parola buona di sostegno.
Dopo anni di missione un serio problema di salute costrinse Fratel Biagio alla sedia a rotelle per qualche anno, fino al 2014 quando, dopo un viaggio a Lourdes, si presentò nuovamente ritto sulle gambe ad una celebrazione nella Cattedrale di Palermo. Da allora riprende il cammino.
«Negli anni novanta mio padre avrebbe voluto che lavorassi nell’impresa di famiglia. Ma quando giravo per Palermo vedevo i poveri e gli ultimi e questo mi creava un conflitto interiore» racconta il laico votato al concreto messaggio francescano.
Conflitto risolto con una scelta radicale: quella di abbandonare tutto e intraprendere un cammino di aiuto ai poveri e di pellegrino nelle strade d’Italia. Numerosi gli articoli di stampa che tracciano il passaggio di quest’uomo con la Croce di San Damiano al petto, il Tao di San Francesco alla cintura e una croce di legno sulle spalle. Occhi azzurri, volto “cotto” dal sole isolano, barba lunga, Biagio Conte cammina insieme al suo accompagnatore di giorno, senza accettare passaggi o danaro, fino a trovare ospitalità e rifugio nelle chiese dall’imbrunire.
«Di giorno non mangiamo per scelta penitenziale. La sera accettiamo un pasto frugale e un luogo per dormire da quanti vogliono assisterci» racconta, con il sorriso fra le labbra, nella via principale di Tresnuraghes.
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