La Nuova Sardegna

Oristano

Fumata bianca per la Santu Antinu Spada presidente

di Maria Antonietta Cossu
Fumata bianca per la Santu Antinu Spada presidente

Sedilo, eletto il vertice del direttivo dell’associazione Ma restano le polemiche sulle responsabilità per l’Ardia

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SEDILO. Pericolo scioglimento scongiurato per l’associazione Santu Antinu, che dalla terza tornata elettorale degli ultimi trenta giorni è venuta fuori con un nuovo gruppo dirigente. Ma il presidente ha avvertito: «Il nostro può anche essere un comitato a tempo se non saranno risolti i problemi».

Parole che Giuseppe Spada ha pronunciato pochi minuti dopo il plebiscito con cui lunedì è stato designato alla massima carica del consiglio direttivo. Il candidato ha ottenuto la fiducia di 39 elettori dei 42 che si sono recati alle urne, dove sono state depositate tre schede senza nominativi. Sembrano lontani i tempi delle sfide all’ultimo voto tra più contendenti, quando l’associazione viaggiava su una media di oltre cento iscritti contro i 68 attuali. Il dato dell’affluenza e soprattutto il complicato cammino verso la ricostruzione di una dirigenza sono sintomatici del momento delicato che sta vivendo il sodalizio per le difficoltà di conciliare regole sulla sicurezza sempre più stringenti, con il superamento delle resistenze di quanti temono la disgregazione degli elementi più autentici di una tradizione ultrasecolare, o di chi è semplicemente refrattario alle regole quando queste sono viste come un segno d’ingerenza.

La prospettiva di incappare in sanzioni o in condanne penali per le eventuali inadempienze di terzi non piace al gruppo di volontari, che ha sempre insistito di non avere l’autorità d’ imporre nulla a nessuno. In questa logica rientravano le dimissioni in blocco del direttivo indomani dell’ultima edizione dell’Ardia a cavallo e le stesse parole pronunciate dal presidente in pectore: «Vorremmo più autonomia senza avere responsabilità che non ci competono – ha detto Giuseppe Spada tracciando la strada –: dobbiamo confrontarci con le altre autorità locali, con tutte le parti in causa compresi i cavalieri, alcuni fanno parte del direttivo. Bisogna aprire un dialogo e cercare di risolvere le cose, ma per questo ci siamo dati una scadenza che potrebbe essere il mese di aprile: se i problemi non verranno superati ci riserveremo la decisione di dimetterci». Dello stesso tenore le dichiarazioni del sindaco: «Spero sia una ripartenza, ma ci deve essere un dialogo con le altre istituzioni, prefettura, questura, carabinieri. È necessario portarle direttamente a conoscenza delle difficoltà che ci sono state e che si dovranno affrontare – ha detto Alessio Petretto –. Tutti gli strumenti per l’osservanza delle norme vengono messi a disposizione ma vorremmo essere sollevati da certe responsabilità».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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