Per la tutela dei più deboli nasce un albo comunale
SOLARUSSA. Nasce l’albo comunale degli amministratori di sostegno. Non saranno più soltanto il sindaco e gli amministratori comunali a doversi occupare dei minori senza familiari che si occupino di...
SOLARUSSA. Nasce l’albo comunale degli amministratori di sostegno. Non saranno più soltanto il sindaco e gli amministratori comunali a doversi occupare dei minori senza familiari che si occupino di loro o degli adulti che, per diversi motivi (disabilità, malattia, età avanzata) hanno perduto la propria autonomia e non hanno nessuno che ad esempio, vada a pagargli le bollette o ritiri la pensione. Presto infatti, i giudici tutelari non dovranno far riferimento soltanto agli amministratori comunali per la nomina dei tutori.
Questo ruolo, importantissimo, a Solarussa potranno svolgerlo anche altre persone che, volontariamente, offrono la propria disponibilità. Lunedì sera la giunta comunale ha approvato le linee guida che, una volta passate al vaglio del Consiglio comunale, permetteranno di istituire, per la prima volta in Sardegna, un albo pubblico dal quale, il giudice tutelare potrà attingere per nominare gli amministratori di sostegno. Ovviamente, per poter far parte dell’albo, sarà indispensabile possedere una serie di requisiti, ad esempio, aver già maturato esperienze simili, magari nel settore del volontariato. Proprio attraverso il confronto fra gli amministratori comunali e il volontariato locale, è nata l’idea di allargare anche ad altri la possibilità di assumere questo tipo di incarico.
Il sindaco, Mario Tendas, spiega come l’iniziativa scaturisca da una serie di questioni pratiche. «Molto spesso i giudici tutelari affidano ai sindaci la tutela di tante persone contemporaneamente. Ti può capitare l’anziano ormai infermo che non ha più nessuno che si occupi di lui o, molto spesso di questi tempi, i profughi minorenni non accompagnati. Per ogni persona che ti affidano, devi farti carico di tutta una serie di questioni che vanno dall’assicurarsi che il sistema dell’assistenza domiciliare funzioni, andare negli uffici a pagare le loro bollette e le imposte, assumere delle scelte delicate in caso ci sia necessità di particolari cure mediche. Logicamente, un sindaco da solo non ha la capacità di occuparsi contemporaneamente di più persone in difficoltà». Da qui la scelta di istituire un albo pubblico di volontari. «Neppure il Plus dispone di un albo come questo – prosegue Tendas – così abbiamo già avviato il confronto affinché anche questa istituzione, che coinvolge tantissimi Comuni della provincia, faccia altrettanto».
Tanti altri Comuni, potrebbero ora adottare un sistema come quello avviato a Solarussa, in maniera da svolgere meglio una funzione importantnte, appunto il sostegno e la tutela di chi non ha autonomia.
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