Ecco i segreti delle biotecnologie Viaggio alla scoperta degli Ogm
Unica tappa sarda al Consorzio Uno di Oristano per la European Biotech Week Gli studenti delle superiori in laboratorio per distinguere gli organismi geneticamente modificati
ORISTANO. «Il problema non sono tanto gli ogm quanto le monocolture»: quando Paolo Zucca, ricercatore del dipartimento di Scienze biotecnologiche dell’università di Cagliari entra nel merito della diatriba sul consentire o meno l’utilizzo delle sementi ogm in agricoltura, l’attenzione si fa subito alta.
Ore 10,30, inizia il secondo turno dell’incontro-dibattito “Oggi parliamo di ogm: non giudicarli prima di conoscerliu” che al Chiostro del Carmine, ieri, ha aperto la “European Biotech Week”; la settimana europea delle biotecnologie organizzata dal Consorzio Uno.
Una apertura alla grande: tante le iscrizioni all’iniziativa che ha lo scopo di avvicinare i giovani allo studio delle scienze biotecnologiche. Oltre 16 gli iscritti, studenti dell’ultimo anno degli Istituti superiori delle province di Cagliari e Oristano.
Tanta partecipazione che ha imposto appunto la suddivisione in due turni dell’unico momento pubblico dell’iniziativa che durante la settimana continuerà in laboratorio. «Ai ragazzi faremo vedere come, in laboratorio, si riesce a distinguere un ogm da un organismo che non lo è», spiega Paolo Zucca che con il linguaggio semplice e chiaro dello scienziato, per l’intera mattina ha tenuto altissima l’attenzione di un pubblico che nell’arco di poche ore ha sentito abbattere una serie di tabù e pregiudizi. L’analisi, anche verbale, che serve a colmare lacune vaste sulla conoscenza di una questione fra le più dibattute. Appunto capire i motivi delle due filosofie di pensiero sull’utilizzo degli Ogm.
Certo che quanto il ricercatore inizia a spiegare che anche il grano duro Senatore Cappelli, oggi quasi un simbolo dell’alimentazione salutare, in realtà era stato ottenuto attraverso la modifica di un grano di provenienza tunisina, i volti di tanti spettatori si illuminano.
Non è un caso che durante l’incontro venga citato anche un passo dell’enciclica sull’ambiente di Papa Francesco, che in sostanza codifica il concetto delle modifiche agli organismi avviati dalla natura stessa.
L’incontro, aperto dal coordinatore del corso di laurea in Biotecnologie, Enrico Sanjust e dalla professoressa Annalisa Marchi, ieri ha affrontato i temi più scottanti della conflittualità del rapporto fra media e Ogm.
Si è parlato della necessità di nutrire il mondo, affrontando il tema della fame scottante della morte per carenze alimentari e vitaminiche di milioni di persone nel Sud del Mondo e della possibilità di sopperire proprio attraverso l’impiego di ogm; dei monopoli delle multinazionali e del la tutela, irrinunciabile, delle biodiversità .
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