Poligono sull’Omodeo, indaga la Commissione

L’organismo bicamerale che si occupa dell’uranio impoverito visiterà la zona I sindaci: «Non si può sparare in una area Sic, bene che lo Stato si interessi a noi»

GHILARZA. Cosa si nasconde sotto la coltre di ghiaia e sabbia del poligono sull’Omodeo? La domanda scatta in automatico se lo stato di manutenzione del campo di tiro del Caip e il tipo di armi utilizzate da tutti i corpi militari autorizzati a svolgere le esercitazioni a fuoco diventano materia di approfondimento della Commissione parlamentare d’inchiesta sull’uranio impoverito. Dal 3 al 7 ottobre la delegazione presieduta da Gian Piero Scanu sarà in Sardegna per effettuare sopralluoghi nelle basi operative e dismesse del Salto di Quirra, Capo Frasca, Capo Teulada e La Maddalena, e per incontrare gli amministratori locali dei territori interessati dalla presenza delle servitù militari. Per la prima volta sono stati convocati anche i sindaci dei Comuni più vicini al presidio militare situato nel comprensorio di Zuri. Ancora poco si sa delle ragioni del coinvolgimento dei rappresentanti locali, e soprattutto se l’interesse della commissione abbia carattere preventivo o scaturisca da sospetti o segnalazioni che richiedono indagini approfondite. A ogni modo l’audizione prevista il 4 ottobre nella prefettura di Cagliari potrebbe aprire scenari nuovi sul fronte della battaglia per il trasferimento del poligono, ultimamente sottotono. «È la prima volta che lo Stato si occupa di noi, che si degna di considerare le istituzioni della zona», ha commentato il sindaco di Sorradile Pietro Arca aspettandosi sviluppi favorevoli. «Mi auguro che si creino i presupposti perché si concretizzino i nostri programmi di sviluppo, che certo non si conciliano con la presenza del poligono in un’area Sic. «Il fatto che si sia mossa la commissione d’inchiesta non prova l’eventuale presenza di scorie radioattive nel sottosuolo ma l’ ipotesi non viene scartata. L’ordinanza di sgombero firmata dal viceprefetto autorizza alle esercitazioni a fuoco anche numerosi reparti dell’esercito di stanza nell’isola e quando vengono usate armi da guerra non sappiamo cosa contengano effettivamente le munizioni. Inviterò la delegazione a fare un sopralluogo», ha annunciato Arca. «È positivo che l’organo d’inchiesta abbia un occhio di riguardo anche per questo territorio. Nessuno ha la certezza di cosa ci sia realmente nel sito, vedremo cosa emergerà dall’incontro», ha dichiarato il consigliere di Bidonì Daniel Fadda. Chi non pensa a gravi omissioni è il sindaco di Soddì, Francesco Medde. «Sono quasi sicuro che dalle nostre parti non sia stato impiegato l’uranio impoverito. La commissione ha deciso di estendere le indagini anche al poligono di tiro per verificarne lo stato. Ma dubito che questo possa determinarne il trasferimento».

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