Trenino verde, fermata in Regione
Il comitato che si batte per la sua riattivazione incontrerà Pigliaru
LACONI. Il comitato “Salviamo il Trenino Verde” incontrerà il presidente Francesco Pigliaru e la Giunta regionale nelle prossime settimane. Un incontro atteso da tempo e ormai improrogabile, vista la gravissima situazione in cui si trova quello che, a pieno titolo, è considerato uno dei principali attrattori turistici in Sardegna. Per salvare il Trenino Verde, che necessita di un progetto generale di valorizzazione, promozione e urgenti interventi di manutenzione, il tempo gioca un ruolo fondamentale. Si deve agire subito. «Si è ormai in una condizione tale da vedere questo grande patrimonio della Regione Sarda, che nel mondo ci invidiano, in uno stato di decadenza e progressivo abbandono», scrive il Comitato in una lettera inviata al presidente Pigliaru; e precisa: «Si è arrivati quest’anno all’assurdo: mancata manutenzione delle storiche linee ferroviarie, chiusura di parti di tratte, ritardi nei collaudi dei ponti, insufficienza di governance sin qui assicurata dalla Regione e dall’Arst, mancata attuazione delle normativa relativa alla valenza regionale delle Ferrovie turistiche, nessuna promozione del Trenino dall’anno precedente». Quel che emerge dalla denuncia del Comitato è che questa situazione ha prodotto gravi danni ai territori interessati ed agli operatori privati che in 20 anni hanno investito tempo e danaro, per garantire la migliore accoglienza e i servizi ai turisti e visitatori che si servono del Trenino. Dalle parole ai fatti: gli operatori turistici ed economici, ma anche i sindacati e le associazioni della tutela ambientale, adesso chiedono e si aspettano dall’ incontro con i vertici politici regionali di realizzare un progetto di effettivo rilancio del Trenino Verde, quale attrattore turistico di valenza nazionale ed europea, come più volte affermato anche in documenti ufficiali della Regione.
Ivana Fulghesu
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