Sono aumentati i controlli e i sequestri di attrezzatura
ORISTANO. Qualche decina di anni fa capitava anche, come ha ricordato l'ex sindaco di Terralba Maria Cristina Manca, che li mitragliassero dal cielo. Adesso quando sconfinano nelle aree di mare...
ORISTANO. Qualche decina di anni fa capitava anche, come ha ricordato l'ex sindaco di Terralba Maria Cristina Manca, che li mitragliassero dal cielo. Adesso quando sconfinano nelle aree di mare interdette alla pesca e alla navigazione I pescatori di Terralba, e assieme ad essi anche quelli di Arbus, di Cabras e di San Vero Milis, non rischiano più la vita, ma sempre più spesso ci rimettono l'attrezzatura di pesca. «È vero, in questi ultimi anni l'azione di repressione delle forze dell'ordine è molto aumentata rispetto al passato. Contiamo ormai una media di due o tre sequestri a settimana e nell'ultimo anno forse ci sono stati più sequestri che nei precedenti venti anni», ha raccontato indignato il presidente del Consorzio delle cooperative riunite di pesca di Marceddi, Franco Zucca.
«Il problema è che i nostri pescatori sono praticamente ingabbiati nel porticciolo di Marceddì. Per uscire in mare aperto e raggiungere le zone di pesca hanno solo uno stretto corridoio con fondali molto bassi e sempre più spesso all’uscita del corridoio trovano ad attenderli le motovedette della Finanza pronte a far scattare multa e sequestro delle attrezzature» ha spiegato Zucca sottolineando che secondo i pescatori spesso e volentieri le multe e i sequestri sono il risultato di valutazioni non condivisibili sulla reale sussistenza dello sconfinamento.
Stesso problema per I pescatori di Arbus, che «per rifornire di carburante i serbatoi dei loro pescherecci devono andare a Oristano, stando bene attenti a non sconfinare nella fascia delle tre miglia dalla linea di costa interdetta alla navigazione, altrimenti scattano le multe e i sequestri», ha confermato il vicesindaco di Arbus Michele Schirru.
«Lavorare in queste condizioni è sempre più difficile» ha ripetuto il dirigente di Federcopesca Raffaele Manca, ricordando che I più danneggiati sono i piccoli pescherecci, quelli che possono navigare e pescare solo entro la fascia delle tre miglia e vedono dunque drasticamente ridotti i loro spazi di pesca e le possibilità di navigazione. (fgp)
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