La Nuova Sardegna

Oristano

Sedilo, i bambini contro gli incendi con musica e disegni

di Maria Antonietta Cossu
Sedilo, i bambini contro gli incendi con musica e disegni

Una prima risposta educativa ai roghi di quest’estate Tra i docenti amministratori locali e i rangers della Regione

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SEDILO. Lo hanno detto in musica, con i disegni, a parole loro: chi ama la Sardegna non la mette a ferro e fuoco.

Durante la manifestazione contro gli incendi organizzata dal Comune e dall’associazione Più Sardegna gli studenti hanno stigmatizzato chi distrugge deliberatamente l’ambiente invitando i “grandi” a riflettere sulle conseguenze delle loro azioni. «Continueremo a fare educazione ambientale nelle scuole insieme agli insegnanti e al Corpo forestale», ha detto Mario Dirubbo, fra i promotori dell’iniziativa. Alla serata, presentata da Maria Giovanna Meles, hanno partecipato gli alunni delle primarie di Sedilo e Seneghe, gli studenti delle medie di Ardauli, il vicesindaco e il primo cittadino di Sedilo, Marco Mocci e Alessio Petretto, il sindaco di Aidomaggiore Adele Virdis, l’assessore di Ardauli Vilma Urru, Sebastiano Cappai e Mario Putzulu, comandante e vice della stazione forestale di Ghilarza. Il risicato numero dei rappresentanti istituzionali non è passato inosservato data la rilevanza del tema e la portata dei danni economici e ambientali che i roghi hanno provocato su un territorio così esteso come quello compreso tra l’Oristanese e il Marghine.

Ad Ardauli sono stati distrutti 500 ettari e svariate decine sono andate in fumo a Ghilarza. Soltanto nei primi due giorni di luglio sono stati ridotti in cenere 4.700 ettari, 2060 dei quali tra il comprensorio di Sedilo (1700) e il versante di Aidomaggiore in cui ricadono solo aziende di allevatori sedilesi. «Per spegnere definitivamente quell’incendio c’è voluta una settimana – ha raccontato Mario Putzulu – quel giorno i canadair hanno effettuato 190 lanci e gli elicotteri 500; durante le operazioni a terra in certi casi abbiamo dovuto darcela a gambe per non restare intrappolati nelle fiamme che cambiavano continuamente direzione. E’ stato fatto tutto ciò che era in nostro potere per domare un rogo di quelle proporzioni». In questo scenario di devastazione stride il silenzio della Regione denunciato dagli amministratori. «Stiamo da tempo sollecitando un incontro e ancora non abbiamo ottenuto risposta», ha protestato il sindaco Alessio Petretto.

«Il nodo non sono solo le reali possibilità di rifondere i danni al patrimonio pubblico e ai privati, ma anche la prevenzione, la formazione dei volontari e la dotazione dei mezzi. Intanto con il Corpo forestale stiamo valutando se esistano le condizioni per chiedere deroghe alla legge che impone restrizioni nei terreni percorsi dalle fiamme».

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