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Traporti per disabili, Bosa affida il servizio a un concessionario

Traporti per disabili, Bosa affida il servizio a un concessionario

La durata dell’appalto non sarà inferiore a cinque anni Tariffe decise dal Comune, tutti i costi a carico del privato

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BOSA. Durata della concessione non inferiore a cinque anni; garanzia che il servizio all'interno del territorio comunale venga effettuata per almeno tre giorni a settimana e che comunque l’uso del mezzo sia destinato esclusivamente a servizi legati ad attività di natura sociale; tariffe del servizio determinate dalla Giunta Comunale; tutti i costi di gestione a carico del concessionario. Questi alcuni dei punti cardine in tema di futuro utilizzo del pulmino a nove posti che il Comune di Bosa ha ottenuto nel gennaio scorso dalla Regione, destinato al trasporto di anziani e disabili. Servizio che prenderà avvio, l’ulteriore decisione, non prima che gli uffici predispongano una “Procedura concorrenziale ad evidenza pubblica” con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Che parta da canone minimo annuale di cinquanta euro, al rialzo nella gara per l’aggiudicazione del mezzo e del servizio, visto che il consiglio comunale ha deciso per la esternalizzazione mediante concessione amministrativa a soggetti terzi. Della questione si è discusso nel consiglio comunale celebrato a fine agosto, mentre la delibera è stata pubblicata all’albo pretorio online il 14 settembre scorso, con votazione unanime dei presenti. Un documento di indirizzo, preceduto dalla relazione dell'assessore Salvatore Fois e da alcune richieste di chiarimenti in arrivo dai banchi di Bosa Cominciamo il domani, avanzate dal consigliere del Partito dei Sardi Luciano Curella. Dopo che la Regione ha consegnato all’ente locale il mezzo da nove posti perché possa essere utilizzato per il servizio di trasporto anziani e disabili che non siano in grado di servirsi dei normali mezzi pubblici per raggiungere le strutture sanitarie, assistenziali, riabilitative e socio-educative. Argomento di non poca valenza sociale anche in riva al Temo, considerato che diversi rioni della città bagnata dal Temo (Bosa Marina, Terridi, Caria, per fare alcuni esempi) sono evidentemente distanti dall’ospedale Mastino, che tra l'altro si trova sulla sommità di una collina, o dai locali dove la Asl opera nei Servizi territoriali, in questo caso nel rione di Santa Caterina. Restava quindi da stabilire la modalità attraverso la quale utilizzare il pulmino, che il Consiglio ha individuato nella concessione amministrativa attraverso lo strumento della esternalizzazione, formula ritenuta percorribile alla luce della legislazione vigente. Anche guardando al lato del risparmio economico per l'ente però, con l’intento di contenere le spese che altrimenti, questa la convinzione, ricadrebbero interamente in carico alle già asfittiche casse del comune.

Alessandro Farina

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