La morte di Chiara avvolta nel mistero
La giovane figlia del sindaco di Montresta è stata trovata senza vita a Villacidro. Sequestrati alcuni oggetti. Oggi l’autopsia
BOSA. Sconcerto per la perdita di una giovane vita che si è improvvisamente spezzata, silenzio nel rispetto del dolore e solidarietà ai familiari. È un intero territorio quello che si stringe alla famiglia di Antonio Zedda, sindaco del paese, dopo la notizia della morte della figlia Chiara,sabato mattina a Villacidro, dove era ospite di un amico. Una morte sulle cui cause farà luce l’autopsia disposta dalla Procura di Cagliari, che probabilmente sarà eseguita oggi nell’istituto di medicina legale del Policlinico universitario di Monserrato. La notizia della morte di Chiara Zedda, nata a Bosa 22 anni fa, è giunta a Montresta nel tardo pomeriggio di sabato, destando subito grande tristezza nel borgo di quattrocento abitanti. Come in Planargia e nel Montiferru, dove il padre Antonio è molto conosciuto per la sua attività politica. Primo cittadino per la seconda legislatura consecutiva a Montresta, è stato eletto qualche mese fa presidente dell’Unione dei Comuni Planargia-Montiferru occidentale, impegnato a difendere i piccoli centri come il suo dallo spopolamento, mentre i giovani vanno via alla ricerca di prospettive. Tra i colleghi sindaci la consegna prevalente è quello del silenzio, con il cordoglio e l’affetto per la famiglia. Il PSd’Az della Planargia esprime “infinita tristezza e vicinanza ad Antonio Zedda”.
Chiara Zedda aveva 22 anni ed era arrivata a Villacidro, ospite di un amico con cui aveva condiviso il lavoro della stagione estiva a San Teodoro, venerdì sera. È stato proprio lui, andato per svegliarla, a trovarla esanime sabato mattina nella stanza dove la giovane aveva dormito. Subito il ragazzo ha chiamato aiuto ma il 118 non ha potuto far altro che constatarne la morte. Sono intervenuti i Carabinieri della Compagnia di Villacidro. Sul corpo non è stato trovato alcun segno di violenza. I carabinieri hanno sequestrato vari oggetti per un controllo approfondito e per verificare o escludere la presenza di stupefacenti. Ma solo l’autopsia sul corpo potrà fare piena luce sulle cause del decesso.
Chiara Zedda aveva lasciato Montresta da tempo per seguire una sua passione di sempre, quella dei tatuaggi e dei pearcing, seguendo negli ultimi anni dei corsi professionali nelle scuole della penisola. I suoi amici hanno affidato a Facebook messaggi di dolore per la sua scomparsa. La squadra del Cs Bosa nella sua pagina ufficiale ha espresso al fratello Roberto, che ha militato con i colori rossoblù nei precedenti campionati di calcio, e alla famiglia Zedda il proprio cordoglio e un corale abbraccio di sostegno. E per ricordare Chiara, la partita del Bosa, impegnata nel campionato di Eccellenza ieri a Calangianus, è iniziata con un minuto di silenzio.
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