La Nuova Sardegna

Oristano

«Amianto, sull’inchiesta solo silenzio»

di Michela Cuccu
«Amianto, sull’inchiesta solo silenzio»

La denuncia dell’Associazione ex esposti: «La nostra è l’unica procura che non ha ancora concluso le indagini»

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ORISTANO. «Quattro anni di attesa senza conoscere un solo dettaglio dell’indagine sono tanti per tutti. Troppi quando l’indagine riguarda una questione delicata come l’amianto che qui come altrove è causa di morte e gravi malattie». Giampaolo Lilliu, presidente dell’Associazione ex esposti amianto non ci sta. Chiede da tempo di essere ricevuto dal procuratore capo della Repubblica, Ezio Domenico Basso, per conoscere che ne è stato dell’esposto presentato dall’associazione il 26 luglio del 2012. «Ma il procuratore non mi riceve. L’ultimo rifiuto – racconta – risale a due giovedì fa quando mi sono presentato personalmente in procura. Dopo un bel po’ di tempo di attesa e qualche mio sollecito, il cancelliere del procuratore mi detto che non sarei stato ricevuto».

Un rifiuto, che Giampaolo Lilliu non avrebbe mai voluto sentire. «L’amianto qui ha fatto strage: quaranta i morti, decine gli ammalati. Basti pensare che attualmente all’Inail è in corso l’esame di quindici pratiche per il riconoscimento di malattia per cause di lavoro. Malattie gravi che si chiamano mesotelioma pleurico e asbestosi». Oristano e il suo circondario sono considerate zone a elevato rischio per l’amianto per via della presenza di due stabilimenti, uno in città, l’altro a Marrubiu, dove, fino al 1992 si producevano manufatti edili contenenti il materiale poi messo fuori legge.

L’esposto presentato quattro anni fa dall’associazione mirava a capire se nelle aree dove si trovavano gli stabilimenti della Sardit e della Cema Sarda siano state realmente effettuate le bonifiche o piuttosto se la micidiale fibra d’amianto sia ancora presente. «Avevamo offerto la nostra disponibilità per un sopralluogo. Noi dell’associazione abbiamo lavorato nei due stabilimenti e li conosciamo bene spiega Giampaolo Lilliu, invece nulla, tutto tace».

In realtà il procuratore Ezio Domenico Basso aveva incontrato Giampaolo Lilliu a luglio in occasione di una manifestazione organizzata dall’associazione sotto il tribunale. «Un incontro chiuso positivamente con la rassicurazione sul prosieguo dell’inchiesta e la promessa di nuovi incontri. Cosa che non è avvenuta – dice Giampaolo Lilliu –. Altri Tribunali hanno concluso processi importanti sul tema dell’amianto, come nel caso dell’Olivetti e dell’Eternit».

Giampaolo Lilliu solleva poi un interrogativo importante: «Mi chiedo come sia possibile che Oristano sia l’unica procura in Italia che, per quel che ci risulta, non abbia ancora concluso l’inchiesta sull’amianto. Ci dicano se la vogliono archiviare o mandare avanti. I familiari dei morti e degli ammalati per amianto aspettano».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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