La Nuova Sardegna

Oristano

Il Tar boccia il ricorso, Sciarrillo resta presidente

di Enrico Carta
Il Tar boccia il ricorso, Sciarrillo resta presidente

Il magistrato che guida il tribunale dal 2013 respinge l’assalto di un collega Il cagliaritano Giovanni Dessy contestava la nomina effettuata dal Csm

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ORISTANO. Giudici contro giudici. La lite tocca i piani alti del palazzo di giustizia oristanese, dove l’attuale presidente Leopoldo Sciarrillo può continuare a mantenere ben saldo il proprio ruolo al vertice. Il Tar del Lazio gli ha infatti dato ragione nella singolar tenzone che lo vedeva opposto al suo collega Giovanni Dessy, magistrato della Corte d’Appello di Cagliari, il quale ambiva a ricoprire l’incarico che dal 18 settembre del 2013 è invece sulle spalle di Leopoldo Sciarrillo.

Proprio sull’assegnazione di quel ruolo il giudice cagliaritano aveva presentato ricorso. Giovanni Dessy poco o nulla aveva gradito della decisione presa dal Consiglio superiore della magistratura che aveva nominato il suo collega. Riteneva che quell’incarico dovesse spettare a lui perché più qualificato tra coloro che avevano presentato la domanda.

Assistito – anche ai giudici talvolta tocca questa sorte generalmente riservata a coloro che trovano di fronte a sé – dall’avvocato Sergio Segneri, aveva esposto in un dettagliato ricorso i motivi per i quali riteneva non valida la scelta operata dal Csm, al termine del ballottaggio tra i due candidati più votati che non erano però riusciti a ottenere il numero di voti sufficiente per la nomina al primo scrutinio.

Oltre a una serie di questioni giuridiche legate alle modalità con cui il Consiglio superiore della magistratura avrebbe agito nel momento della nomina, vengono sollevate anche questioni riguardanti il curriculum dei due candidati.

Giovanni Dessy ha infatti sostenuto di aver avuto requisiti ben superiori a quelli di Leopoldo Sciarrillo, per cui la scelta sarebbe dovuta essere automatica. Invece ben sedici voti andarono in direzione opposta rispetto a quella desiderata e ritenuta giusta dal candidato cagliaritano. In particolare, avendo svolto attività in più ambiti dei settori penale e civile, sarebbe dovuto anche essere la persona più qualificata per dirigere il tribunale.

Non fu così e non lo è ora, in attesa di un probabile ricorso al Consiglio di Stato, ultima sede in cui il magistrato può far valere le sue ragioni che per ora non hanno fatto breccia nei giudici chiamati a valutare l’operato di altri giudici. La sentenza dice infatti che Leopoldo Sciarrillo, le cui ragioni sono state fatte valere dagli avvocati Nicolò e Natalia Paoletti, era più adatto all’incarico in quanto possedeva esperienza maggiore come magistrato di primo grado. Allo stesso modo non poteva essere considerato un punto a favore del ricorrente il fatto che avesse presieduto collegi giudicanti o che avesse svolto il ruolo di presidente di tribunale, ma solo come facente funzioni. Le motivazioni sono ovviamente più complesse e meglio spiegate nella sentenza, ma la sostanza è che Leopoldo Sciarrillo continuerà a guidare il tribunale.

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