Cuglieri contro l’Airgun: «Pericolo per il turismo»
Il Comune ha presentato in extremis osservazioni contro il progetto Tgs Nopec «Criticità per le numerose attività economiche esistenti lungo la costa»
CUGLIERI. Anche il Comune di Cuglieri si è unito alle amministrazioni, alle associazioni e ai privati cittadini che hanno voluto manifestare la propria contrarietà al progetto della Tgs-Nopec che punta a utilizzare la tecnica dell’Airgun nel mare di fronte alle coste nord occidentali della Sardegna, in un’area che si estende su una superficie complessiva pari a 20,890 chilometri quadrati, a una distanza minima di 45-75 chilometri, con fondali compresi tra i 2.000 e i 3.000 metri di profondità.
La tecnica dell’Airgun è usata in geofisica e in particolare nelle prospezioni geofisiche in aree marine. Si generano delle onde attraverso esplosione di aria compressa. I dati sull’andamento di queste onde sono utili per capire se, sotto il fondale, si trovino dei giacimenti di idrocarburi.
Il Comune di Cuglieri, come tanti altri, contesta il progetto per i possibili danni all’ambiente, ma sottolinea anche altri aspetti. In particolare, secondo le osservazioni firmate dal sindaco Gianni panichi, il progetto della Tgs Nopec non valuta «il danno di immagine per l’attività turistica e le criticità per le numerose attività economiche esistenti lungo la costa e nelle aree prospicenti, in particolar modo la pesca».
Attività che, secondo il Comune di Cuglieri, sono incompatibili «con un impianto per l’estrazione di idrocarburi nel tratto di mare individuato: realizzazione di un pozzo esplorativo, costruzione di una piattaforma permanente di estrazione, impianti per lo stoccaggio e il trasporto degli idrocarburi con strutture a terra e ulteriore traffico navale».
Per questi e altri motivi il Comune di Cuglieri chiede che al progetto della Tgs Nopec il ministero dia un parere negativo.
Osservazioni contro il progetto della società norvegese sono state presentate sinora dal Gruppo di intervento giuridico, da Italia Nostra, dai Comuni di Porto Torres e Stintino, dal Parco nazionale dell'Asinara, dall'associazione InBosa e, prima delle integrazioni fornite dalla società, dai Comuni di Narbolia, Magomadas e Cuglieri, dalla Regione, dal Comitato No Progetto Eleonora, dal Comitato Acqua bene comune e da diversi cittadini.
In diverse osservazioni si fa riferimento a un precedente pronunciamento della Commissione tecnica di verifica dell’impatto ambientale, relativa all'analoga richiesta avanzata dalla società Schlumberger Italia, respinta a novembre del 2015 perché il tratto di mare in cui si sarebbero dovute svolgere le attività di ricerca con la tecnica dell’Airgun non teneva conto della fascia di rispetto di 15 miglia dalla zona del Santuario Pelagos, area marina protetta. La richiesta della Tgs-Nopec modifica l’area interessata alle prospezioni, escludendo la zona del Santuario Pelagos.
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