La Nuova Sardegna

Oristano

La parola al Tar sulla lite tra Comune e Porto di Bosa srl

di Alessandro Farina

Attesa entro il mese la sentenza dei giudici amministrativi In ballo c’è la gestione della darsena fluviale di S’Isula

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BOSA. Ancora pochi giorni ed il Tar Sardegna pronuncerà il giudizio di merito sulla causa tra il Comune di Bosa e la Porto di Bosa Srl sulla darsena fluviale di S’Isula. L’ente locale nei mesi scorsi ha intimato all’azienda che fa capo alla Porto Rotondo Srl del Gruppo Molinas di lasciare il bene, considerato che il Demanio della Regione non concedeva al Comune, concessionario del bene fino al 2020, il nulla osta perché la Porto di Bosa Srl potesse continuare ad operare nella struttura vicina alla foce del Temo. Questo dopo l’uscita dello stesso Comune dalla Porto di Bosa Spa e la costituzione della Srl.

Decisione a cui si è opposta la società che fa capo ai fratelli Molinas, vincitrice di una gara d’appalto internazionale nel 2006, che ha presentato ricorso al Tar Sardegna ed al presidente della Repubblica. Ricorsi che sono stati unificati nei mesi scorsi in un unico procedimento: quello di fronte al Tar Sardegna il cui esito arriverà appunto a fine ottobre. Quando i giudici amministrativi della Sardegna decideranno nel merito della questione: decretando insomma torti e ragioni in questa lunga vertenza sull’utilizzo di un bene pubblico realizzato sull’asta fluviale dell’unico fiume navigabile.

Un bene prezioso insomma, su cui per lunghi mesi hanno pesato altre incognite giuridiche: quelle relative ai vari ricorsi presentati dai privati rispetto all’acquisizione al patrimonio pubblico dei terreni su cui poi è stata costruita la darsena. Con un ultimo capitolo definito alla fine del giugno 2016: quando la quarta sezione del Consiglio di Stato ha respinto il ricorso presentato dal Comune di Bosa (difeso dall’avvocato Antonio Nicolini) contro Antonio Salezzari e Giovanna Melas (rappresentati dall’avvocato Sandro Usai). Il Comune chiedeva la riforma di una precedente sentenza del Tar Sardegna che definiva tra l’altro i criteri di indennizzo sui beni espropriati.

L’attenzione si sposta ora sulla vertenza tra il Comune e la Porto di Bosa Srl, che finalmente dovrebbe dirimere il nodo del futuro della darsena di S’Isula. Anche se, per la verità, sul fiume Temo resta aperto un altro interrogativo, quello sulla sorte delle banchine fluviali: quelle galleggianti di fronte al Lungotemo Scherer e in pietra nel tratto di fronte al Lungotemo De Gasperi. Inserite fra i beni che il vincitore della gara d’appalto internazionale nel 2006 avrebbe dovuto gestire oltre alla darsena di S’Isula. Ma rispetto alle quali, per quanto è stato possibile apprendere, la Regione non avrebbe ancora risposto al Comune sulla concessione. Non resta quindi che attendere quale sarà la decisione di merito del Tar nella sentenza di fine ottobre.

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