La Nuova Sardegna

Oristano

Tendas rimescola le carte per gli ultimi mesi di giunta

di Roberto Petretto
Tendas rimescola le carte per gli ultimi mesi di giunta

Cambi di competenze: la Cultura a Maria Obinu, la Protezione civile a Sanna In Consiglio manca il numero legale e salta la surroga di Mariangela Massenti

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ORISTANO. Nuove deleghe per gli assessori comunali a sette mesi dalla fine della legislatura. Il decreto è stato firmato ieri mattina dal sindaco Guido Tendas e l’annuncio è stato dato ieri sera in consiglio comunale.

Il dato più evidente della nuova ripartizione è forse quello della Cultura. per tutti questi anni il sindaco ha sempre tenuto per se la competenza su un settore al quale teneva parecchio e che ha voluto seguire di persona. Ora cede la mano all’assessore Maria Obinu. All’assessore Efisio Sanna va la delega sulla Protezione civile. A Emilio Naitza il decentramento, l'innovazione, l'agricoltura e la delega per le frazioni di Silì e Torregrande. a Gianluca Mugheddu vanno le competenze sulla Polizia locale. Immutate le deleghe al vicesindaco Giuseppina Uda. È stato poi impossibile procedere alla surroga del consigliere dimissionario Mariangela Massenti: in aula non era presente il numero legale e quindi la seduta non si è aperta.

In mattinata, con toni durissimi, da parte del sindaco e, soprattutto, del vicesindaco, la Giunta aveva risposto alle accuse dell'opposizione sugli equilibri di bilancio. Una vicenda che ha tenuto la Giunta Tendas in scacco per settimane, impegnandola alla ricerca del voto che avrebbe potuto garantire la maggioranza, dopo due bocciature in Consiglio. Dopo l’iniziativa dell'opposizione che ha scritto al presidente della Repubblica e al ministro dell'Interno per segnalare “l'elusione delle norme” da parte dell'amministrazione Tendas, il sindaco ha voluto replicare: «I conti del Comune sono in ordine e l'Amministrazione comunale è legittimata ad operare. Il messaggio ai cittadini deve essere chiaro».

Sindaco e vice hanno chiamato al loro fianco il segretario generale, il dirigente dell’Area programmazione delle risorse e un rappresentante del Collegio dei revisori dei conti. Soprattutto l’assessore Uda ha difeso l’operato degli uffici: «I consiglieri di minoranza hanno assunto un comportamento che si sta allungando e che sta pesando tanto da essere cafone. Questo comportamento offende professionisti e dirigenti, funzionari e organi di controllo che devono sovrintendere a questa procedura. Stanno triturando la dignità professionale di tante persone in nome di uno sgabello».

I consiglieri di minoranza di minoranza hanno presentato un esposto al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e al Ministro dell’Interno Alfano in cui denunciano presunte gravi inadempienze ed elusione dei dettati normativi in materia di ordinamento degli Enti Locali. I consiglieri comunali ribadiscono la richiesta di scioglimento del consiglio comunale.Posizione contestata dal sindaco Tendas: «La vicenda è molto lineare. A nostro avviso tutto è stato fatto secondo le regole, siamo in uno stato di diritto e noi ci adeguiamo a quanto ci dicono gli organi sovraordinati. La lettera della minoranza parla di gravi inadempienze ed elusione dei dettati normativi, ma tutti gli atti sono stati fatti con le necessarie certificazioni del collegio dei revisori dei conti e dei nostri uffici come prevede la legge e così come prevede la legge sono stati effettuati tutti gli atti conseguenti, compresa la nomina di un commissario ad acta, da parte della Regione, che sta svolgendo con serenità il compito per il quale è stato incaricato».

L’assessore Uda ha ribadito concetti già espressi in Consiglio: «Le norme sono chiare e lo abbiamo sempre detto: solo se si verifica uno squilibrio di bilancio e il consiglio comunale non provvede si ha lo scioglimento del consiglio. Nel nostro caso l'equilibrio di bilancio c'è ed è certificato dagli uffici e dagli organismi di controllo».

Anche sull’aspetto politico della vicenda e ciò sul fatto che un commissario si appresti (forse) ad approvare un argomento per due volte bocciato dal Consiglio comunale, il sindaco Tendas si è comunque appellato alle norme: «Lo prevede la legge, a questo ci atteniamo».

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