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Accuse alla Ivi: «Becero neoliberismo»

Accuse alla Ivi: «Becero neoliberismo»

Il Comitato per lo sviluppo e la tutela di Torregrande torna all’attacco contro il progetto turistico

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ORISTANO. La Ivi viaggia verso la Valutazione d’impatto ambientale. Il piazzale del pontile viaggia verso una non troppo lontana conclusione dei lavori. Molte menti viaggiano su sogni di sviluppo. Ma il fronte di chi si oppone al progetto turistico e immobiliare lancia nuove cannonate contro quella che considera una speculazione figlia di logiche neoliberiste.

Il Comitato per lo sviluppo e la tutela di Torregrande affida a un dettagliato intervento la propria contrarietà verso quella che ritiene una speculazione che danneggerà l’intera economia oristanese: «Al di là di tutti i dettagli dell’intervento proposto, ciò che emerge riguardo il progetto, promosso e sostenuto dall’amministrazione comunale, è una visione del territorio come supporto di funzioni economiche esterne ed estranee, cioè prive di qualunque relazione con il luogo e le sue specificità culturali e identitarie con conseguente produzione di dissoluzione del contesto e dissipazione delle risorse ambientali non rinnovabili».

Insomma, è un progetto dalato dall’alto, voluto da reatà che nulla avrebbero a che fare con il substrato sociale oristanese. E infatti il Comitato poi prosegue: «Dietro tale visione c’è una concezione di progresso perfettamente in linea con le attuali politiche di questo capitalismo neoliberistico globalizzato e finanziarizzato basato sullo sviluppo illimitato che cresce ignorando e distruggendo la capacità del proprio ambiente di riprodursi e con essa cancella la memoria e la biografia di qualunque territorio. Questo poi comporta la sempre crescente estraneità degli abitanti rispetto ai luoghi e ai contesti di residenza».

L’idea di «gigantismo» viene condannata in tutti i suoi aspetti vista la sua onnipresenza e il fatto «che torni sempre a galla all’interno delle manovre economiche che coinvolgono e assoggettano tante amministrazioni pubbliche col ricatto dell’occupazione o del far cassa, perché le casse comunali oggi sono sempre più vuote. Si presenta o, meglio, ci viene presentata come una moderna idea interclassista e acritica di progresso, in realtà è perfettamente organica alla natura capitalistica di questo neoliberismo: ha la funzione di ombrello ideologico che copre la sua infinita necessità di innovazione, aggiornamento e diversificazione degli investimenti».

Di fronte a questo modello di progresso il Comitato per Torregrande chiede di fermare la macchina, mentre l’accusa per la giunta Tendas è quella di assecondare il progetto facendo il paio con quello del termodinamico di San Quirico. Si chiede allora di rovesciare il quadro e guardare ad un altro modello di sviluppo economico.

Enrico Carta

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