Abbandono di rifiuti comminate 400 sanzioni
Il bilancio dell’attività del Corpo forestale durante “Pianeta in vendita” Maria Pia Giannasi: «Servono più sensibilizzazione e informazione»
ORISTANO. L'abbandono dei rifiuti è un atto di imperdonabile inciviltà, un'azione incosciente, illegale, che provoca danni terribili all’ambiente, all’igiene pubblica e all’immagine del territorio.
Si è tentato di analizzare le cause, gli effetti e le possibili soluzioni nella tavola rotonda: “L’abbandono dei rifiuti: sinergie in rete per contrastare il fenomeno”, organizzata nella sala del Centro servizi culturali nell’ambito della quarta edizione di “Pianeta in Vendita: la tutela dei territori e i diritti dei popoli”. Si tratta di un progetto organizzato dall’Osvic, da Italia nostra e dal Centro servizi culturali di Oristano in collaborazione con il Centro servizi per il volontariato Sardegna solidale.
«Dal 2008 ci occupiamo di verificare ciò che accade nella Provincia di Oristano per quanto riguarda l'abbandono dei rifiuti - ha spiegato Maria Piera Giannasi del Corpo forestale vigilanza ambientale -. La maggior parte delle sanzioni amministrative sono quelle per l'abbandono di rifiuti non ingombranti e pericolosi, ossia, ad esempio, il tipico sacchetto di plastica. Infatti, delle 418 sanzioni amministrative totali nella provincia di Oristano, 373 sono state quelle per i rifiuti non ingombranti».
«È impossibile fare un identikit di chi inquina - ha detto ancora Maria Piera Giannasi - può essere chiunque. L'abbandono dei rifiuti denota disinformazione e una delle possibili soluzioni, tra l'altro a costo zero, potrebbe essere la sensibilizzazione e l’informazione rivolta ai cittadini».
A parlare degli effetti dell'abbandono dei rifiuti in mare Angelo Perilli, responsabile delegato della sede di Oristano dell’Istituto per l’ambiente marino costiero del Cnr: «Un aspetto importante dell'inquinamento del mare sono i rifiuti nascosti -ha spiegato -, quelli che ad occhio nudo non si vedono, i micro rifiuti nati per lo più dal materiale plastico abbandonato e poi man mano degradato. Questo fenomeno provoca danni ambientali gravissimi, danni all’ecosistema, danni fisici agli animali e all’uomo per non parlare dell’impatto economico e sociale».
A intervenire sul tema anche Giorgio Ghiringhelli di Ars ambiente, Francesco Birocchi, presidente dell'Ordine dei giornalisti della Sardegna, Serafino Mura della Coldiretti e il vicesindaco di Santa Giusta, Pietro Paolo Erbì. La tavola rotonda, moderata da Graziano Bullegas, presidente di Italia nostra Sardegna, è stata inoltre l'occasione per presentare una proposta di avvio dell'Osservatorio sperimentale intercomunale sull’abbandono dei rifiuti e littering, un importante strumento rivolto alle istituzioni e ai cittadini per controllare, prevenire e sensibilizzare riguardo al fenomeno.
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