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Oristano

Cabras, un ovile comunale da affidare in gestione

di Simonetta Selloni
Cabras, un ovile comunale da affidare in gestione

Lo ha deciso l’amministrazione, favorevole anche la minoranza consiliare Il bando è destinato ad allevatori residenti a Cabras. Requisito minimo, 60 capi

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CABRAS. L’ovile comunale di Rio Porcheddu sarà affidato in gestione. Lo ha deciso il Consiglio comunale, che ha lunedì scorso ha votato il regolamento proposto dal sindaco Cristiano Carrus. Prende così corpo, con un atto concreto, la volontà di rilanciare una struttura realizzata con fondi regionali, attualmente in disuso (è affidata a un privato che non la utilizza), dove sono stati realizzati due capannoni, un paddock e un vano appoggio per operatore manuale, in un’area comunale che si estende per nove ettari. Sulla necessità di rilanciare l’ovile comunale il Consiglio si è trovato concorde: il regolamento, sul quale il sindaco ha recepito alcune richieste di modifiche presentate dall’opposizione, è stato votato e approvato da maggioranza e minoranza.

Si tratta di un’opportunità di lavoro riservato esclusivamente agli allevatori residenti a Cabras, come viene espressamente previsto. La durata complessiva della concessione è prevista in dieci anni, e sarà necessario possedere almeno sessanta capi, soglia al di sotto della quale non si configura una attività professionale ma hobbistica. Non solo: gli allevatori che intendono partecipare al bando, non devono di sporre di stalle o ovili propri, e non devono aver usufruito di contributi, mutui, sovvenzioni e aiuti da parte di enti pubblici. Una misura questa, sulla questa ha sollevato delle perplessità il consigliere Andrea Abis, sottolineando che di questi tempi è difficile che gli allevatori non abbiano usufruito di misure di sostegno all’impresa. Anche l’osservazione di un altro consigliere di minoranza, Ivo Zoccheddu, sulla necessità di prevedere espressamente, tra i requisiti, la regolarità con gli obblighi assicurativi dei lavoratori, è stata recepita dal regolamento (per quanto il sindaco abbia sottolineato che questo aspetto attenga a una fase successiva del bando).

Chi si aggiudicherà la gestione dell’ovile, dovrà anche preoccuparsi di predisporre un progetto di valorizzazione fondiaria che tenga conto anche della estirpazione delle erbe palustri esistenti. Sempre a suo carico saranno i costi per rendere funzionale la struttura, ora fatiscente: questi costi potranno poi essere decurtati dal canone di affitto, mentre la manutenzione ordinaria sarà posta a carico del concessionario. Ora gli uffici predisporranno il bando e nei prossimi mesi l’ovile comunale dovrebbe ridiventare operativo.

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