La Nuova Sardegna

Oristano

Le palme malate sul Lungotemo saranno sostituite

Bosa, scenario trasformato anche in piazza del Carmine Il Comune pensa a impiantare degli arbusti autoctoni

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BOSA. Fa discutere nella città del Temo il taglio di numerose palme attaccate dal Punteruolo Rosso, che nella città del Temo ha colpito pesantemente, tra l'altro deponendo all’interno della parte molle del fusto numerose uova che si trasformano in larve e la divorano dall’interno, indebolendola a tal punto che grossi ciuffi di foglie si staccano all’improvviso piombando al suolo, con non pochi problemi di sicurezza per i cittadini. Una situazione che ha spinto l’amministrazione ad un intervento radicale, che dai giorni scorsi si è trasformato in una corposa operazione di taglio di diversi esemplari, in piazza Monumento ad esempio e sul Lungotemo in particolare, dove ieri la squadra di operai dell'impresa addetta al verde pubblico stava ancora operando. Mentre la piazza Carmine ricorda, dopo che tutte le palme presenti eccetto una sono state capitozzate, un vecchio tempio di cui siano rimaste solo le colonne, l'immagine che si presenta nello slargo del centro storico. «Nei giorni scorsi, in particolare via social network, sono girate una serie di preoccupate voci, alcune delle quali non hanno nessun fondamento», ha spiegato nei giorni scorsi l’assessore Danilo Mastinu, intervenuto in aula consiliare sulla questione. «Voglio precisare che la Regione non ha operato alcun bando per la disinfestazione, né per potatura o taglio delle piante, tutte operazioni che stiamo ponendo in essere esclusivamente con i fondi comunali a disposizione. Quindi non è vero che abbiamo perso alcun finanziamento», ha sottolineato l’amministratore.

«Questa del punteruolo rosso è una vera e propria pestilenza. In alcune piante che apparentemente non mostravano problemI sono state trovate invece centinaia di larve», spiega Mastinu. L’assessore assicura che il Comune interverrà successivamente per sostituire le palme tagliate con altre piante. Insomma il costo integrale dell’emergenza è a intero carico delle casse comunali e quindi delle tasche dei cittadini visto che dalla Regione non arriva neanche un euro di finanziamento per lotta al coleottero o per gli interventi di potatura o taglio delle piante, ridotto all’osso il problema economico. Questo aspetto rimanda ad altre questioni non solo di estetica o arredo urbano, considerato che ad esempio le palme facevano ormai parte integrante dello scenario del più volte celebrato Lungotemo di Bosa, o di storiche piazze come appunto quella del Carmine. Dove evidentemente sarà necessario intervenire con nuove piantumazioni, magari questa volta utilizzando alberi e arbusti autoctoni, meno a rischio di essere attaccati da insetti non caratteristici di queste latitudini.

Alessandro Farina

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