Fondi negati, ricorso al Consiglio di Stato
Cabras, il Tar aveva respinto le richieste del Comune escluso da un finanziamento regionale
CABRAS. Il Comune di Cabras non ci sta a perdere i fondi regionali disposti dalla legge 25 che destina ai Comuni interventi straordinari legati a interventi sociali obbligatori. Questi fondi, piuttosto corposi, ammontano a poco più di 122mila euro ed erano stati erogati per l’anno 2014. Il Comune li ha persi, essendo stato escluso dalla graduatoria della Regione, non avendo l’amministrazione locale rendicontato gli interventi realizzati e le modalità di utilizzo di queste risorse, come prevede la legge. Il Comune aveva fatto ricorso al Tar, che con una sentenza pronunciata il 7 settembre scorso dalla prima sezione (presidente Monticelli), aveva dichiarato infondato il ricorso. Ora, l’ente, il 13 ottobre scorso, ha deliberato di ricorrere al Consiglio di Stato contro la sentenza dei giudici amministrativi, e per questa ragione ha incaricato gli avvocati Alessandro Montanari e Silvia Marzot (che già avevano patrocinato la causa al Tar) di predisporre il ricorso.
L’accesso al finanziamento era subodinato ad alcuni parametri precisi: che si trattasse di un intervento straordinario con forte incidenza sul bilancio del Comune, conseguente a un intervento sociale obbligatorio, che l’intervento non fosse rinviabile e non preventivato nella programmazione annuale di riferimento.
La Regione, nel mese di dicembre 2015, prima di dare il via libera al finanziamento, aveva però chiesto una rendicontazione sugli interventi e le modalità di utilizzo dei fondi con una breve relazione descrittiva. Nel gennaio 2016, non essendo mai arrivati questi chiarimenti, era stata comunicata l’esclusione dal finanziamento. Secondo il Tar, era del tutto normale e legittimo che la Regione, nell’erogare finanziamenti straordinari, chiedesse la rendicontazione del loro utilizzo; corrisponde a pacifici principi di contabilità pubblica che chi riceva finanziamenti debba dare conto della gestione delle risorse assegnate. Nonostante le sollecitazioni della Regione, il Comune non ha fornito spiegazioni. Secondo il Tar, la certificazione della spendita dei fondi è un presupposto essenziale per il corretto andamento dell’amministrazione, e il controllo costituisce l’altro presupposto per la programmazione e concessione dei successivi finanziamenti. Ora bisognerà vedere come la pensano i giudici del Consiglio di Stato.
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