La Nuova Sardegna

Oristano

«Vogliamo lo scuolabus» a Laconi raccolta di firme

di Ivana Fulghesu
«Vogliamo lo scuolabus» a Laconi raccolta di firme

Le borgate non sono più collegate col resto del paese: i genitori protestano In più di cinquecento si rivolgono alla Regione e alle autorità didattiche

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LACONI. La comunità laconese non si vuole rassegnare alla perdita di quei servizi essenziali che garantiscono la sopravvivenza dei piccoli centri.

Ancor più, risulta inaccettabile la perdita dei servizi scolastici, specie nelle aree più a rischio.

Prosegue, pertanto, la vertenza scuolabus per il ripristino del servizio di trasporto dei bambini residenti nelle borgate di Santa Sofia, Su Lau e Crastu.

Mentre nei giorni scorsi la giunta comunale ha deliberato l’approvazione dei criteri per l'erogazione di voucher da assegnare alle famiglie che dovranno provvedere autonomamente al trasporto dei bambini, i genitori portano avanti tenacemente la loro battaglia con l’appoggio della comunità.

Nel giro di pochi giorni, infatti, è stata promossa una petizione popolare e i cittadini di Laconi sono soliti rispondere positivamente a tali iniziative; sono state raccolte, infatti, ben 539 sottoscrizioni per difendere il diritto dei bambini di frequentare la scuola e quello dei genitori di poter lavorare.

«Firme – sottolineano i genitori – che dimostrano un’attenzione particolare verso i bambini e verso un servizio che non deve essere cancellato. Abbiamo inviato una nota al sindaco per sottolineare ancora una volta la difficoltà delle famiglie a garantire una normale frequenza scolastica, motivo questo che ci impone di non considerare i voucher una soluzione valida alla problematica. Troppo semplice chiedere a noi genitori – dicono – di svolgere un servizio che la legge prevede in capo ai comuni e liquidare la questione con “non ci sono risorse”. La Regione interviene con risorse per il diritto allo studio e le funzioni scolastiche attraverso il fondo unico. È compito di una amministrazione attenta destinare la quota necessaria perché questo venga garantito».

Oltre alla raccolta firme i genitori si sono rivolti alle istituzioni politiche regionali, con lettere al Presidente della Regione, all’ Assessore all’Istruzione, alle Commissioni consiliari competenti e naturalmente anche alla Direzione scolastica regionale e al Presidente della Comunità Montana del Sarcidano –Barbagia di Seulo.

La vertenza, dunque, prosegue: «il trasporto scolastico – dicono – è un nostro diritto, non ci fermeremo e faremo sentire la nostra voce finché il servizio non sarà ripristinato». Non sono escluse nuove forme di protesta.

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