La Nuova Sardegna

Oristano

Le palme del Lungotemo all’esame della Regione

di Alessandro Farina
Le palme del Lungotemo all’esame della Regione

Bosa, il PSd’Az impegna i suoi consiglieri a portare l’argomento in Consiglio E sullo “scempio” degli alberi abbattuti interviene l’imprenditore Macchiavello

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BOSA. Il volto deturpato del Lungotemo, dove il Punteruolo rosso ha falcidiato le palme cambiando lo scenario della storica via, approderà probabilmente in consiglio regionale. «Il PSd'Az si farà parte diligente presso i suoi consiglieri perché la Regione Sardegna si faccia carico di questo problema: nella fase della prevenzione come in quella, purtroppo attuale, delle iniziative di recupero ambientale», scrivono dalla sezione di Bosa dei Quattro mori. Che pubblica nella sua pagina social ufficiale un lungo e accorato sfogo dell’imprenditore turistico e militante del partito Guglielmo Macchiavello. Riflessione che nasce dallo “Scempio delle palme abbattute” ma che tocca altri nervi scoperti in tema di attenzione al delicato ambito storico culturale della città del Temo come la chiusura delle storiche cave in trachite, prima di un finale che ha tutta l’aria di un quesito politico. «Il Lungotemo con le palme era (sic!) una immagine di grandissimo valore paesaggistico…. da oltre 30 anni, cioè da molto più tempo rispetto alla recente ed “interessante” comparsa dell’ambiente dunale nella spiaggia di Bosa Marina» scrive con una evidente punta sarcastica l’esponente Psd’Az. «In questi giorni l’incantesimo si rompe e in quella ritmica teoria di palme si creano tragici vuoti; la suggestione paesaggistica di via Lungotemo rimane corrotta e distrutta» l’amara constatazione. Per un angolo di Bosa che ha fatto fortuna mediatica, anche se questa «Ho la sensazione stia diventando una droga che offusca le menti. Storie e immagini che fanno grande la nostra città sono tutte legate al “ieri;” frutto tutte di azioni del passato» scrive Macchiavello. Che torna subito al presente «Si parla di ineluttabilità del punteruolo rosso, ma da noi a Bosa, per posizione geografica isolata, il fenomeno si presenta con grande ritardo rispetto a Cagliari e alla vicina Alghero: non era forse possibile fare tempestivamente qualcosa di serio e importante? Si può affrontare il problema magari sostituendo quelle rimosse con le altre numerose che sono ancora in buona salute nel Lungotemo? Non sarebbe il caso di sollecitare (magari con gli altri comuni interessati) la Regione perché affronti questo problema che, come per noi a Bosa, reca un gravissimo danno di immagine?» chiede Guglielmo Macchiavello. Che aggiunge: «Come restaureremo le case del centro storico?» dopo la chiusura delle cave di trachite rossa, l’altro argomento sul piatto degli interrogativi.

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