Una distesa di bottiglie a ridosso dello stagno
San Vero Milis, vicino a Putzu Idu sono stati scaricati negli anni quintali di vetro Uno scempio ambientale in una zona che dovrebbe essere tra le più tutelate
SAN VERO MILIS. Dovrebbe essere una delle zone più tutelate, dal punto di vista ambientale, della provincia di Oristano. Una salina, prosciugata nei mesi estivi, una delle zone umide più preziose e ricche di biodiversità, che in un tratto è diventata un’enorme discarica a cielo aperto. Una discarica di vetro.
Come dimostrano le foto scattate da Francesco Pinna non si tratta del solito caso di abbandono di sacchetti, materassi o vecchi elettrodomestici sul ciglio di una strada di campagna, ma di un’azione sistematica che dura probabilmente da anni.
La discarica si trova a ridosso dello stagno di Is Benas, lungo la strada per Putzu Idu. Ci si arriva percorrendo sentieri non asfaltati, dopo aver lasciato la provinciale 10 arrivando nella borgata marina di San Vero Milis.
I cumuli appaiono all’improvviso e offrono uno spettacolo incredibile. Quella che dovrebbe essere una zona tutelata per la presenza di specie della flora e della fauna rare e preziose, è da tempo punto utilizzato da qualcuno (o forse da più persone) per scaricare bottiglie di vetro. A migliaia, a quintali.
La cosa va probabilmente avanti da anni: i cumuli visibilmente più vecchi cominciano infatti a essere ricoperti da vegetazione e da terriccio portato dal vento. I cumuli più recenti, invece, brillano al sole, a testimoniare di come qualcuno si sia preso la briga di trasportare lì quel fardello sino ai mesi passati.
Difficile capire la provenienza delle bottiglie: quasi tutte si presentano, a una prima e sommaria ispezione, prive di etichette e di segni di riconoscimento.
Ormai ovunque il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti funziona. Quasi ovunque c’è un’efficiente organizzazione che provvede a ritirare il vetro dal marciapiede posto di fronte all’abitazione o all’esercizio commerciale (perché è difficile credere che una tale quantità di bottiglie possa essere gettata via da una o anche da più famiglie, seppure in un periodo di tempo non breve). Quindi, chi potrebbe prendersi la briga di caricare le bottiglie su un automezzo, farsi qualche chilometro col rischio di essere visto e denunciato, arrivare in un posto isolato ai margini di una salina e scaricare tutto, con dispendio di energie fisiche, tempo e carburante? Qualcuno che non può scaricare i rifiuti secondo i normali canali di conferimento, probabilmente, e che quindi si arrangia in modo clandestino. Ma questa discarica dovrebbe essere ben visibile dall’alto, ora che si eseguono con facilità rilievi aerei a caccia di abusi di vario genere. Questo è particolarmente appariscente, proprio perché la discarica sorge in una zona protetta. E ora ci si porrà un problema doppio: identificare il responsabile dello scempio e bonificare l’area, cercando di capire al più presto chi dovrà farsi carico della spesa.
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