La Nuova Sardegna

Oristano

Per il Trenino verde i fondi non bastano

Per il Trenino verde i fondi non bastano

Laconi, il Comitato per la valorizzazione plaude all’incontro con Pigliaru ma chiede promozione

2 MINUTI DI LETTURA





LACONI. Si è tenuto martedì, a Villa Devoto, l’ incontro tra il presidente Francesco Pigliaru, gli assessori Massimo Deiana e Francesco Morandi e la delegazione del Comitato per la valorizzazione del Trenino verde. Un incontro atteso da tempo che si è rivelato “moderatamente positivo” e apre a una nuova possibilità di collaborazione tra la Regione e i territori interessati dalla storica ferrovia.

«Appare certamente positiva – dicono dal Comitato - la ripresa di un confronto, mentre rimangono ancora senza risposta tanti punti da noi presentati» –. Stiamo o impostando – ha riferito Pigliaru alla delegazione – un progetto di valorizzazione sostenibile, condiviso con i Comuni, basato su costi e benefici, su potenziale turistico, volumi di traffico, redditività attesa e disponibilità di intervento degli investitori privati. Tutto questo verrà accompagnato dalla messa in sicurezza della rete infrastrutturale in ogni punto in cui è possibile».

La Regione, dunque, dal canto suo non intende tirarsi indietro. «Per quanto sia impossibile ad ora mettere in sicurezza tutti i 438 chilometri della tratta turistica – hanno sottolineato il Presidente e i due Assessori - intendiamo sanare le criticità maggiori.” Poiché, però, “l’incertezza uccide qualsiasi prospettiva di crescita” servono delle risposte: «Abbiamo ribadito – insiste il Comitato – l’urgenza di fare promozione, di avere il contratto di servizio e il calendario da subito e garantire, in primavera, l’apertura di tutte le tratte, per dare certezza agli operatori turistici ed economici e ai tour operator sardi e stranieri». Per queste tratte ci sono già contatti con stranieri interessati ai territori: sono soprattutto americani e giapponesi. Tra gli interventi prioritari c’è la riapertura delle tratte Seui - Arbatax e Laconi - Sorgono.

Mentre è stato messo in evidenza l’elevato costo per i collaudi e le omologazioni dei ponti, il Comitato ha ribadito che «5 milioni di euro per tre anni (15 milioni ) non sono sufficienti per garantire gli interventi urgenti necessari – ed è stato chiesto– di tornare almeno ai 7 milioni degli anni scorsi».

È stata accolta positivamente la notizia che la Regione abbia avviato il processo che porterà alla separazione della gestione dell'infrastruttura dalla gestione del servizio, che potrà essere affidata a potenziali operatori interessati. Nessuna risposta, invece, per quanto riguarda il trasferimento di lavoratori e degli assuntori, poiché si dovranno attendere le nomine della nuova dirigenza Arst.

Ivana Fulghesu

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative