Serre fotovoltaiche, nuovi esposti da “S’Arrieddu”
ORISTANO. La battaglia non si ferma: il comitato S’Arrieddu che si oppone alle serre fotovoltaiche di Narbolia. Non ci sarà un ricorso alla Corte di Giustizia Europea: «Pratica molto complessa e...
ORISTANO. La battaglia non si ferma: il comitato S’Arrieddu che si oppone alle serre fotovoltaiche di Narbolia. Non ci sarà un ricorso alla Corte di Giustizia Europea: «Pratica molto complessa e troppo lunga - spiegano i responsabili del Comitato -. Gli elementi a nostro favore non sarebbero così forti da far accelerare la conclusione della pratica. Ma, nonostante l'assurda sentenza del Consiglio di Stato, per noi la lotta non è ancora finita, sia perché riteniamo che sia giusta e sia perché riteniamo ci siano elementi che ci possono permettere di raggiungere l'obbiettivo di restituire quei terreni all'agricoltura e alla comunità».
Così il Comitato si è mosso per percorrere altre strade: «A giugno abbiamo inviato un ulteriore esposto alle Procure della Sardegna, ai sindaci interessati da simili progetti, alla Regione, compreso il suo Presidente, al Gse, ai Ministeri interessati, alla Comunità Europea e a tanti altri che ritenevamo interessati. Finora abbiamo avuto pochissime risposte, ma non quelle che più ci interesserebbero. Quelle delle Procure».
Quelli di S’Arrieddu sono convinti che le loro iniziative abbiano contribuito ad accelerare la pratica che ha portato al sequestro delle serre fotovoltaiche di Giave: «Un progetto del tutto simile a quello di Narbolia. Sotto le serre non si coltivava nulla e addirittura i pochi prodotti agricoli che hanno fatto figurare come venduti provenivano da altri agricoltori locali. Così come è accaduto anche con le famose serre fotovoltaiche di Su Scioffu a Villasor. Non capiamo perché per le serre di Narbolia non si muova foglia, ma non demordiamo».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
