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SENEGHE

Campagna olivicola, meno produzione ma di qualità

Campagna olivicola, meno produzione ma di qualità

SENEGHE. Venerdì scorso, con l’apertura dell’oleificio, è partita ufficialmente la campagna olivicola 2016. Ma chi si aspetta una produzione da record dovrà accontentarsi di numeri decisamente...

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SENEGHE. Venerdì scorso, con l’apertura dell’oleificio, è partita ufficialmente la campagna olivicola 2016. Ma chi si aspetta una produzione da record dovrà accontentarsi di numeri decisamente ridimensionati rispetto al 2015. Quella appena iniziata è annata di scarica, ma la qualità del prodotto sarà sicuramente elevatissima. «I produttori stanno conferendo olive sane e mature al punto giusto – puntualizza Giovanni Pisanu, presidente dell’oleificio – e l’olio sarà ottimo». L’esiguità di prodotto disponibile sul mercato, determinerà sicuramente un prezzo superiore. «Queste sono le leggi della domanda e dell’offerta – spiega Pisanu –. In questo caso il prezzo è determinato, oltre che dalla qualità, dalla scarsità di prodotto disponibile». Parlare di prezzo al dettaglio è ancora prematuro. Ma c’è da scommettere che nessun produttore correrà il rischio di non vendere il proprio olio. Se a livello nazionale il calo della produzione, stando a quanto previsto dagli esperti, non sarà inferiore al 38/40 per cento, qui, almeno in alcune zone, potrebbe essere anche superiore. «Le stime, seppure approssimative, fanno ritenere che il calo non sarà inferiore al 35 per cento », prosegue Pisanu –. Una diminuzione compensata dalla qualità, sicuramente molto elevata». L’oleificio cooperativo, nato nel 1956 grazie alla felice intuizione di un gruppo di produttori, nel tempo si è ritagliato uno spazio importante nel mercato dell’olio extravergine. Al suo attivo molti riconoscimenti, conseguiti nelle rassegne più prestigiose a livello nazionale, come l’Ercole Olivario che si tiene annualmente a Spoleto, patrocinato dal Presidente della Repubblica, solo per citarne uno, e da molti anni vanta un bilancio in regola. Il presidente Giovanni Pisanu, ma prima di lui i suoi predecessori, gestisce l’impresa in maniera oculata e attenta. Grazie agli investimenti fatti negli ultimi anni, l’olio di Seneghe si è sempre distinto per la sua qualità. Non a caso viene venduto nella penisola e nel nord Europa e guarda con grande interesse ai mercati oltreoceano. «Qui non si butta nulla – dice Pisanu –. Vendiamo anche il nocciolino, che viene utilizzato come combustibile per il riscaldamento». Sulla bontà dell’olio del Montiferru nessuno ha dubbi. Le perplessità nascono dalla scarsa attenzione verso un prodotto di assoluta eccellenza da parte delle istituzioni. Il Premio Nazionale per l’extravergine d’oliva Montiferru, che si tiene a Seneghe da oltre vent’anni, considerato dai produttori e dagli addetti ai lavori allo stesso livello dell’Ercole Olivario in virtù di un disciplinare altamente selettivo, tra lo sconcerto di quanti hanno ottenuto riconoscimenti, quest’anno, per mancanza di fondi, non ha neppure celebrato la cerimonia di premiazione, che si tiene all’inizio della primavera.

Piero Marongiu

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