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Hotel Royal, si lotta per salvare i posti di lavoro

di Alessandro Farina
Hotel Royal, si lotta per salvare i posti di lavoro

BOSA. A fine giornata al curatore fallimentare non è rimasto altro da fare che stilare un verbale e lasciare l’albergo, ma all’Hotel Royal di Bosa tutti sanno che il percorso per difendere i posti di...

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BOSA. A fine giornata al curatore fallimentare non è rimasto altro da fare che stilare un verbale e lasciare l’albergo, ma all’Hotel Royal di Bosa tutti sanno che il percorso per difendere i posti di lavoro e le speranze di futuro sarà non poco tortuoso. Anche se nella struttura che si affaccia sul viale Alghero ci si sente un po’ meno soli, considerato che ieri mattina da Oristano e dal Cagliaritano sono arrivati a sostegno dei gestori e del personale gli attivisti di Popoli Liberi Sardegna, e da Bosa amici e qualche operatore. «Siamo qui per sostenere un’azienda e delle persone che in caso di chiusura di questo Hotel dovrebbero mandare a casa cinque famiglie», spiega Roberta Modena di Popoli Liberi Sardegna. L’albergo da cinquanta posti letto ha aperto battenti nel 2001 e dal 2013, dopo non poche traversie e anni di crisi del settore e locale, è stato preso in gestione dalla Bosa Hotel Srl con un affitto d’azienda. A marzo 2014 è arrivata la dichiarazione di fallimento sancita dal tribunale di Oristano e la nomina del curatore che ieri mattina, in forza di un documento firmato dall’amministratore Antonio Piredda, bloccato a casa da un problema di salute, avrebbe dovuto ricevere le chiavi della struttura.

L’atto avrebbe decretato la fine di ogni speranza. Di questo sono convinti al Royal. «Nei giorni scorsi abbiamo inviato una lettera disconoscendo quell’accordo, che è stato sottoscritto in un momento di grande pressione psicologica. Crediamo che questa struttura abbia possibilità di riprendersi e non debba chiudere, a pregiudizio dei nostri sforzi economici e delle buste paga che garantisce da anni e che può garantire anche in futuro», spiega l’altro socio della Bosa Hotel, Anna Moroni. Così ieri mattina nella struttura si sono presentati per sostenere quella che vedono come una famiglia anche i dipendenti che al Royal operano come stagionali. «Questo hotel ci ha permesso di lavorare, personalmente anche di costruirmi una famiglia. Cosa devo fare? Abbandonare la mia terra?» l’amara considerazione di uno di loro, sposato e padre di due bambini. Attende, al pari di tutti gli altri, di sapere cosa accadrà. Intorno all’una all’arrivo del curatore non sono state consegnate le chiavi dell’Hotel. Dopo aver ricordato le motivazioni della lettera inviata nei giorni precedenti, la mattinata si chiude con un verbale del curatore. «Tutto si è svolto serenamente», fanno sapere dal Royal. «Da questo momento seguiremo le vicende dell’albergo con grande attenzione», commenta Roberta Modena prima di lasciare Bosa insieme agli attivisti arrivati dal Sud Sardegna. Mentre nella struttura di viale Alghero e nella città a vocazione turistica con appena mille posti letto alberghieri all’attivo ma oltre duemila disoccupati iscritti all’ufficio del lavoro, qualche spunto di riflessione resta, insieme alle incognite future.

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