Abbattere i cormorani, i pescatori si dividono
Favorevoli nei compendi dell’Oristanese, contrari in quelli cagliaritani Un documento contesta il piano approvato dall’assessorato all’Ambiente
ORISTANO. Abbattere i cormorani per tutelare il prodotto degli stagni sardi servirà o no? Questa volta il confronto non è tra pescatori e ambientalisti, tra agricoltori e animalistilisti. O meglio: stavolta, dalla stessa parte di animalisti e ambientalisti ci sono organizzazioni che tutelano gli interessi di pescatori e agricoltori. Pare sia una questione di latitudine: a Cabras e dintorni si ritiene che sparare ai cormorani sia uno strumento utile per rallentare la loro voracità. Se ci si sposta dalle parti di Santa Gilla le convinzioni sono diametralmente opposte: «L’abbattimento controllato dei cormorani non porterà nessun giovamento all’economia delle lagune e perciò noi non aderiremo al Piano varato dall’assessorato alla Difesa dell’ambiente per l’annualità 2016/2017». Questo è, in sintesi, il pensiero affidato a una nota dai presidenti delle cooperative di pesca San Giuseppe, Ittica Nora, Feraxi, San Giovanni, Quirra, Santa Gilla, Socciv, Spirito Santo e Su Castiau e trasmesso all'Ufficio attività ittiche nelle acque interne della Provincia di Cagliari.
Quanto è distante la battaglia combattuta per anni dalla Coldiretti a Oristano. Una battaglia secondo la quale gli abbattimenti partono in ritardo e non sono sufficienti. E così, mentre una Provincia sempre più svuotata di contenuti e di risorse, organizza dei corsi per “abbattitori”, dalle parti di Cagliari si cavalca un’altra teoria. «I concessionari -dice Roberto Savarino, presidente Federcoopesca Sardegna -hanno comunicato alla Provincia di ritenere l’abbattimento una soluzione estrema. E anche inutile, visto che la quota di eliminazione è irrisoria per poter essere economicamente percepibile a fronte del danno enorme causato dai voraci cormorani».
La caccia ai cormorani «oltre che di difficile attuazione da terra e soprattutto dalle imbarcazioni- prosegue Savarino -, sarebbe un altro fallimento al pari di altri deterrenti rivelatisi inefficaci».
Secondo Giovanni Loi, presidente Agci Sardegna settore pesca «non può essere visto come l'unica strada percorribile, anche se sembra la più facile. In realtà ci sono delle insidie di cui forse non si è tenuto conto: i pescatori non sono cacciatori, quindi anche il rischio di incidenti non sarebbe improbabile. Oltretutto, sparare ai cormorani non renderebbe un buon servizio neppure all'immagine del settore, già ingiustamente accusato di scarso rispetto ambientale. Per tutti questi motivi i pescatori rifiutano di mettere mano alle armi».
Per Renato Murgia, direttore dell’Associazione armatori sardi, l’abbattimento è un palliativo: «Sparare ai cormorani non è una soluzione efficace per risolvere il problema dei danni procurati alle lagune dalla loro incessante opera predatoria».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
