Santa Cristina sito tutelato dall’Unesco, parte la procedura
Paulilatino, il Comune affida la preparazione del dossier Sarà la cooperativa Archeotour a raccogliere i documenti
PAULILATINO. Il traguardo è tanto lontano quanto ambizioso e la riuscita dell’impresa un’incognita, ma per chi ha lanciato la proposta di dichiarare il sito archeologico di Santa Cristina Patrimonio dell’Umanità, il prestigioso riconoscimento conferito dall’Unesco val bene qualunque sforzo. La prima tappa del lungo percorso è stata bruciata a settembre con la presentazione dell’istanza di candidatura curata da Luca Ottonello, l’archeologo che ha collaborato al progetto dell’Ermitage di San Pietroburgo sulla ricostruzione in 3D di Palmira, e dallo scienziato Arnold Lebeuf, autore della pubblicazione che attribuisce al santuario nuragico di Santa Cristina la funzione di osservatorio dei cicli lunari. La tesi di Lebeuf ha avuto notevole risonanza e ha esportato l’immagine di Paulilatino all’estero, ragion per cui il Comune ha conferito la cittadinanza onoraria allo studioso franco-polacco. Proprio sul nesso tra il pozzo sacro e l’astronomia ipotizzato da Lebeuf ha fatto principalmente leva la richiesta inoltrata all’Unesco, che dovrà pronunciarsi sull’ammissibilità della candidatura. «Paradossalmente più la risposta tarda ad arrivare maggiori sono le possibilità che sia affermativa», ha detto il sindaco Domenico Gallus, che con la sua giunta ha espletato proprio in questi giorni un altro passaggio fondamentale volto alla preparazione di un dossier completo sulla rispondenza delle caratteristiche del monumento ai requisiti dettati dalla Commissione dell’organismo internazionale di tutela. Il Comune ha disposto l’affidamento di un incarico per raccogliere la documentazione cartografica e storico-scientifica. Il materiale informativo deve contenere elementi che attestino il valore eccezionale e universale del sito. Per questo sarà necessario effettuare un’analisi comparativa tra il sito in lizza e i beni nazionali e internazionali similari e produrre uno studio che evidenzi le caratteristiche che rendono il monumento archeologico un unicum. Il fascicolo, inoltre, dovrà indicare le modalità di conservazione, promozione e grado di fruizione del complesso e comprovare la sussistenza dei requisiti di integrità, autenticità e condizioni di conservazione indicati nelle linee guida della commissione Unesco. Questo lavoro sarà condotto dalla cooperativa Archeotour, responsabile da molti anni del villaggio di Santa Cristina. L’obiettivo inseguito attraverso il riconoscimento dell’Unesco è di «Richiamare la responsabilità di tutti, istituzioni, associazioni e cittadini, alla conservazione del bene – si legge nell’atto deliberativo della giunta –, per proteggerlo da inadeguate e irreversibili trasformazioni, trasmetterlo alle generazioni future e salvaguardarne l’eccezionale valenza e ambientale e paesaggistica».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
