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Oristano

Sedilo, in Comune esplode la crisi

di Maria Antonietta Cossu
Sedilo, in Comune esplode la crisi

Critiche a Alessio Petretto da parte della coalizione. Il vicesindaco lo difende: «Ritorsione perché non ha ceduto ai ricatti»

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SEDILO. È crisi aperta in maggioranza. Al primo banco di prova sulla tenuta di un gruppo che da mesi lanciava segnali d’insofferenza si è consumato uno strappo più profondo di quanto già non si percepisse dall’esterno.

Nella seduta civica di ieri tre amministratori hanno preso ufficialmente le distanze dal sindaco affermando di non sentirsi più rappresentati da lui e di non riconoscere nelle scelte che sta portando avanti le azioni del programma amministrativo condiviso in campagna elettorale. A uscire allo scoperto sono stati l’ex vicesindaco Salvatore Pes, l’ex assessore Mario Zacchino e il consigliere Salvatore Porcu. La discussione in aula ha preso subito una piega polemica.

«Non condividiamo la linea di un sindaco che decide da solo - ha esordito Salvatore Pes -. Sta portando avanti un programma diverso da quello sottoscritto in campagna elettorale».

Mario Zacchino ha rimproverato al capo dell’esecutivo di aver ignorato gli appelli al dialogo: «C’era bisogno di un chiarimento politico che non si è materializzato malgrado le nostre sollecitazioni. Fintanto che questo atteggiamento permarrà manterremo un atteggiamento critico».

Dello stesso tenore l’intervento di Salvatore Porcu: «Non mi sta bene che il sindaco decida e io debba venire qui solo ad alzare la paletta per dire si o no».

Un tentativo di conciliazione è arrivato da Mauro Niola, per il quale «si può trovare un terreno fertile di confronto e lo spazio di manovra per il bene di Sedilo».

Il voto finale ha rivelato tutt’altro. Le variazioni al bilancio sulla destinazione delle risorse al piano di protezione civile e ai progetti sull’ampliamento del cimitero e della comunità alloggio e sugli impianti sportivi non sono passate. Pes, Zacchino e Porcu hanno votato contro, Mauro Niola e Maria Meloni si sono astenuti. Parere negativo hanno espresso anche i tre esponenti della minoranza presenti. Margherita Cherchi, Gianni Carta e Alice Mula hanno rimarcato il carattere politico del voto esprimendo un giudizio implacabile: «In altre situazioni avremmo approvato questi interventi ma non siamo più disposti a coprirvi le spalle, lo spettacolo a cui abbiamo assistito oggi è vergognoso - ha detto Margherita Cherchi -. Il sindaco decida: o trovate subito una soluzione per rispetto al paese altrimenti andate a casa, prendetevi la responsabilità perché altrimenti si rischia di bloccare l’amministrazione».

Durissima la difesa del vicesindaco contro le contestazioni: «Il loro voto contrario non è dovuto alla mancanza di un chiarimento, che invece c’è stato. – ha affermato Marco Mocci – Ma al fatto che il sindaco non ha ceduto al loro ricatto, ossia azzerare la giunta e ricomporla con persone indicate da loro e da alcuni sostenitori esterni della lista. Io ho votato a favore per una questione di coerenza e perché sono opere importanti per il paese».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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