La Nuova Sardegna

Oristano

Sedilo, tre scenari possibili per la crisi in Comune

di Maria Antonietta Cossu

Le diplomazie sono al lavoro dopo la spaccatura nella maggioranza Ricomposizione, scioglimento del Consiglio o apertura alle opposizioni

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SEDILO. La domanda non è più se ci sia o no una crisi intestina alla maggioranza, ma quanto questa durerà e in quali situazioni sfocerà. Sono diversi gli scenari possibili. Per evitare la paralisi dell’attività amministrativa alla quale inevitabilmente porteranno le contrapposizioni, le parti potrebbero scegliere la via della conciliazione. Una strada a quanto pare già percorsa con un nulla di fatto.

L’alternativa sarebbe sciogliere il consiglio. Il sindaco Alessio Petretto ha affermato che baserà le sue decisioni «pensando alle responsabilità che ho principalmente verso i cittadini».

Una terza via chiamerebbe in causa l’opposizione, alla quale la giunta potrebbe chiedere l’appoggio esterno o l’apporto alla formazione di un nuovo gruppo di governo.

Qualunque sarà la piega che prenderanno gli eventi, non trascorrerà molto tempo prima che venga impressa una svolta a questa situazione di forte squilibrio. Il rischio che la crisi si trascini ancora è che l’assenza di un indirizzo politico blocchi la gestione della cosa pubblica.

Uno scenario già delineato dal gruppo di opposizione, che ha intimato alla maggioranza di trovare delle soluzioni: «Di fronte ai malumori e al profondo dissenso il primo cittadino deve prendere delle decisioni, se si riesce a trovare un accordo per il bene degli elettori ben venga, in caso contrario questo consiglio non ha ragione d’esistere e ogni giorno che passa senza che il sindaco si dimetta è un danno per il paese», ha detto la consigliera Margherita Cherchi.

I segnali emersi nell’ultima riunione di Consiglio sembrano andare in direzione contraria rispetto all’ipotesi di ricompattare le file. Salvatore Pes, Mario Zacchino e Salvatore Porcu hanno accusato il sindaco di ignorare le linee di programma tracciate da tutto il gruppo.

Alessio Petretto però non cede, sostenendo di aver sempre coinvolto tutta la coalizione nella programmazione dell’attività amministrativa e di averne rispettato le scelte.

Le prossime settimane saranno decisive per le sorti del Comune: «Farò le mie considerazioni e sarò io in primis a valutare le prospettive future», ha chiarito il primo cittadino. Ma alla luce delle rivelazioni del vicesindaco Marco Mocci sembra improbabile che si riesca a sanare i contrasti: «I consiglieri hanno reagito in quel modo perché il sindaco non ha accettato la richiesta di azzerare la giunta e di nominare i componenti su indicazione di quello che loro definiscono “il gruppo politico storico”». Affermazioni seguite dal “no comment” di Salvatore Pes.

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