La Nuova Sardegna

Oristano

Il “muro” degli attivisti blocca lo sfratto al malato

di Francesco G. Pinna
Il “muro” degli attivisti blocca lo sfratto al malato

Terralba, il presidio ferma l’ufficiale giudiziario pronto a eseguire l’ordinanza Il pescatore è invalido al cento per cento per via della sclerosi multipla

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TERRALBA. Erano solo una ventina, arrivati anche da Cagliari, ma ieri mattina sono comunque riusciti a fermare l’ufficiale giudiziario e il rappresentante dell’Istituto vendite giudiziarie arrivati a Terralba da Oristano per prendersi la casa di Sandro Caria, l’ex pescatore di 53 anni che dopo essersi ammalato di sclerosi multipla non è stato più in grado di pagare il mutuo alle condizioni imposte dalla banca che glielo aveva concesso.

Quando sono arrivati a metà mattinata in via Tasso con l’obiettivo di farsi consegnare le chiavi di casa dall’ex pescatore, l’ufficiale giudiziario e l’Igv hanno dovuto fare i conti col muro sollevato davanti all’abitazione di Sandro Caria dallo sparuto ma determinato presidio, composto da delegati da rappresentanti del movimento Popoli Liberi, di Casa Pound e di Forza Nuova, ma anche del Movimento Antiequitalia, di Sardigna Natzione e del Movimentu de Liberatzioni Natzionali Sardu.

Inutile anche l’intervento dei carabinieri, che hanno provato a convincere i componenti del presidio a consentire l’esecuzione dello sfratto, ma dopo una consultazione che ha coinvolto anche il Tribunale e la Prefettura alle 13.30 hanno lasciato il campo e sono rientrati in caserma. Il passo indietro di ieri dell’ufficiale giudiziario non mette comunque fine all’incubo di Sandro Caria, perché l’ordinanza di sfratto resta esecutiva.

Mentre in via Tasso era in corso il faccia a faccia tra forze dell’ordine e manifestanti, si è comunque aperto uno spiraglio che potrebbe consentire all’ex pescatore di restare, almeno per il momento, nella sua casa. Ad aprirlo, dopo averne parlato con l’interessato, sono stati il sindaco Pietro Paolo Piras e un delegato del presidio. La soluzione prospettata al Tribunale e alla Prefettura prevede che dopo lo sfratto Sandro Caria possa restare nella sua casa a titolo di detentore, garantendone anche la custodia e la manutenzione.

Dovrà essere però egli stesso a formalizzare questa proposta tramite il suo legale e per renderla operativa sarà comunque necessario un accordo con l’ufficiale giudiziario e di riflesso con la banca creditrice.

I guai di Sandro Caria erano cominciati nel 2007, quando la sclerosi multipla lo ha reso invalido al lavoro al cento per cento. La banca che tre anni prima gli aveva erogato un mutuo di centomila euro per farsi la casa gli concesse la sospensione delle rate per un anno, poi però tornò alla carica e respinse il piano di rientro che Sandro Caria aveva presentato. A settembre, dopo la prima visita dell’ufficiale giudiziario, aveva ancora manifestato la volontà di saldare il proprio debito. «Ho una buona pensione, e voglio pagare il mio debito», aveva detto rinnovando la richiesta di poterlo fare secondo le sue possibilità e cioè con una rata mensile pari a un quinto della sua pensione.

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