La città nascosta reclama la reggia e il suo patrimonio
Un gruppo di cittadini al lavoro per ottenere la restituzione Il monumento simbolo del giudicato di Arborea
ORISTANO. Quasi nell’ombra, ma non del tutto. Il lavoro di un gruppo di cittadini che si è voluto chiamare “Oristano nascosta” quasi come quei monumenti e quegli aspetti culturali che si propone di valorizzare. Persi tra le strade cittadine e tra le memorie non più attente, ci sono tante facce della Oristano medievale che meritano ben altra sorte, ovviamente partendo dal monumento cardine che è la Reggia degli Arborea di piazza Manno. La battaglia per la sua fruizione pubblica inevitabilmente collegata alla sua restituzione al patrimonio immobiliare del Comune prosegue quindi con un nuovo importante passo. Per compierlo il gruppo di volontari sta lavorando da diversi mesi e mercoledì prossimo alle 16,30, all’auditorium dell’Hospitalis Sancti Antoni presenterà i frutti del suo lavoro nel corso di un dibattito pubblico intitolato simbolicamente “Liberiamo la Reggia”.
«Sarà l’occasione – spiegano i volontari – per ribadire l’importanza del nostro patrimonio storico e culturale, ma soprattutto per evidenziare il valore, simbolico e strategico, che la Reggia degli Arborea ha per la città di Oristano». L’incontro si aprirà con l’intervento dello studioso e consigliere comunale, Marco Piras, che presenterà il gruppo e le sue finalità. Allo storico Maurizio Casu viene invece affidato il compito di ricostruire il quadro storico all’interno del quale si inseriscono le vicende del Giudicato di Arborea e del Marchesato di Oristano, nel periodo di massimo splendore della città.
Don Gianni Pippia si occuperà invece di un’altro aspetto che ha indirizzato in maniera decisiva la storia cittadina e dell’intero territorio ovvero dell’importanza della Curia e della presenza della Chiesa nella storia di Oristano.
Antonello Manca parlerà della musica all’epoca del Giudicato e presenterà il materiale multimediale realizzato dal gruppo Oristano nascosta.
L’incontro si concluderà con un dibattito pubblico durante il quale si cercherà di studiare una strategia per ampliare il movimento che vuole che il monumento simbolo della storia della città, per quanto architettonicamente stravolto, torni ad essere oristanese e soprattutto non più nascosto.
Enrico Carta
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