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Oristano

Tariffe dell’Arst, la Regione chiarisce: prezzi omogenei

di Maria Antonietta Cossu
Tariffe dell’Arst, la Regione chiarisce: prezzi omogenei

Paulilatino, la protesta dei genitori: interviene Deiana «Dopo i controlli rimediato all’errore, costi ora equi»

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PAULILATINO. La sollevazione dei genitori degli studenti pendolari contro l’ applicazione di tariffe disuguali per la stessa tratta era legittima: la differenza di prezzo non s’aveva da pagare.

A riconoscerlo è la stessa Regione, che già con il sistema tariffario in vigore dal primo settembre aveva sanato anomalie analoghe a quelle denunciate dalle famiglie paulesi.

L’unico problema è che non aveva fatto i conti con l’inadempienza del gestore del servizio di trasporto.

A svelare l’arcano è stato l’assessore regionale ai Trasporti pubblici Massimo Deiana in una lettera inviata alle famiglie che reclamavano parità di trattamento chiedendo di unificare i costi differenziati praticati per la tratta Paulilatino-Oristano.

La spesa è diversa a seconda della dislocazione degli istituti superiori del capoluogo frequentati dagli studenti locali. La palese ingiustizia costringe i ragazzi iscritti nelle scuole più lontane dalla prima fermata a pagare 15 euro in più rispetto ai 55 pagati dagli altri compaesani.

La protesta dei genitori ha fatto scattare i controlli della Regione, che è risalita alla causa della discrepanza. «L’anomalia evidenziata deriva da un’applicazione errata del sistema di calcolo da parte del gestore del servizio, al quale abbiamo segnalato l’errore intimando di applicare la tariffa corretta», spiega l’assessore Massimo Deiana.

Il titolare dei trasporti pubblici ha evidenziato che le novità introdotte con l’ultima revisione garantiscono una maggiore equità tariffaria. Ogni utente può determinare i prezzi di biglietti e abbonamenti utilizzando il motore di calcolo delle tariffe automobilistiche extraurbane inserito nel portale istituzionale sardegnamobilita.it predisposto dalla Regione.

Gli ultimi sviluppi del caso hanno fatto tirare un sospiro di sollievo alle famiglie, per le quali i costi del diritto all’istruzione dei figli rappresentano già una voce di spesa notevole senza l’aggravio di aumenti ingiustificati.

«È positivo che sia stato riconosciuto il fatto che quando si parla di tariffe chilometriche ci si riferisca ai percorsi extraurbani, a prescindere dalle fermate», commenta la portavoce Paola Tolu. «Ora auspichiamo che il gestore recepisca la segnalazione della Regione e che da dicembre tutti gli studenti paghino 55 euro». Sull’abolizione degli abbonamenti a tariffa ridotta dei mesi di inizio e fine anno scolastico, invece, non ci saranno sorprese: la misura rientra tra i principi della riforma finalizzata a incentivare il ricorso ai mezzi pubblici anche attraverso un loro uso illimitato, esteso cioè ai giorni festivi e ai periodi extra-scolastici.

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