Truffe, a lezione dai carabinieri
Modolo, il capitano Giuseppe Pischedda spiega come difendersi dai raggiri
MODOLO. La lotta al crimine, in questo caso alle odiose truffe agli anziani, passa anche attraverso l’informazione e la prevenzione. Per questo, oltre alla consueta vigilanza sul territorio, la Compagnia Carabinieri di Macomer ha programamto una serie di incontri nei comuni della Planargia. Il primo si è svolto giovedì a Modolo, mentre un altro è in programma a Bosa il prossimo mercoledì. A Modolo il comandante della Compagnia capitano Giuseppe Pischedda ed il luogotenente comandante della stazione di Bosa Gavino Graziano hanno incontrato gli anziani del paese alla presenza del sindaco Omar Hassan, nell’aula consiliare. Gli uomini dell’arma hanno illustrato come operano i truffatori, che attraverso raggiri ideati per ottenere la fiducia delle vittime si presentano solitamente prima al telefono spacciandosi per avvocati oppure per operatori delle forze dell’ordine. Riferendo che un congiunto o un parente ha problemi con la giustizia e rischia di essere arrestato, magari con la scusa di aver causato un grave incidente stradale. L’aiuto richiesto per evitare una notte in carcere è di fornire una somma di danaro, che solitamente va dai 1500 ai 5000 euro fanno sapere i Carabinieri. Quindi si presenta a casa della vittima un falso avvocato o un carabiniere, quest’ultimo alle volte anche in divisa, per ricevere il danaro o anche oggetti di valore, che ovviamente spariscono al pari del dileguarsi dei malintenzionati. «Questa tipologia di truffa, con molteplici varianti, è stata perpetrata centinaia di volte in varie parti d’Italia e di recente si sta verificando anche in questo territorio», afferma il capitano Pischedda. L’ufficiale invita, nel caso si dovessero ripetere fatti analoghi a non dare soldi oppure oggetti di valore a nessuno. Come «a non aprire mai la porta di casa a sconosciuti, anche se dichiarano di essere pubblici ufficiali, ma a chiamare con prontezza sempre il 112, sia in caso di truffa in corso, consumata, che di eventuali tentativi andati a vuoto.». Un altro accorgimento va inoltre preso anche quando si effettua la chiamata al 112. L’ufficiale dei Carabinieri infatti raccomanda «di accertarsi che giunga effettivamente a questa centrale operativa. Infatti, è capitato che le vittime, durante la conversazione con il truffatore su telefono fisso, si siano insospettite ed abbiano allertato le forze dell’ordine, ma in realtà l’interlocutore non aveva riagganciato la chiamata, rimanendo pertanto in linea ed inducendo la persona a credere di aver realmente chiamato i Carabinieri».(al.fa.)
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