Bosa, la decisione del Tar: il porto torna al Comune
Il Tribunale amministrativo respinge il ricorso dei fratelli Molinas La darsena restituita al controllo dell’ente che ne dovrà affidare la gestione
BOSA. Fuori tempo massimo, ma se anche fosse arrivato nei termini, il ricorso al Tar da parte della Porto di Bosa srl contro la revoca della gestione della darsena, imposta da una determina dirigenziale, sarebbe stato respinto. La Porto di Bosa srl dei fratelli Molinas perde su tutta la linea il primo tentativo di mantenere il controllo della darsena di S’Isula, revocato dal Comune che non aveva alternative, se non uniformarsi alla decisione dell’Ufficio del Demanio. L’Ufficio non aveva rinnovato al Comune l'autorizzazione che gli consentiva di concedere in gestione il porticciolo alla foce del fiume. Il Comune di Bosa si era chiamato fuori dalla società (di cui deteneva il 20 per cento), costituita nel 2007 tra lo stesso ente e la Portorotondo Spa per la gestione della darsena. Un atti imposto dalla legge che dispone per gli enti locali l’uscita dalle società partecipate non strettamente necessarie alle loro finalità istituzionali. Il quadro si era complicato con la trasformazione della Porto di Bosa, da società per azioni in società a responsabilità limitata: un motivo valido per non proseguire la collaborazione, anche perché non si era trattato di un semplice atto formale. Come scrivono i giudici amministrativi nella sentenza che ha dato torto alla Porto di Bosa srl, la società subconsessionaria «non soltanto si è trasformata da spa in srl, ma ha anche “ridotto e ricostituito il capitale”; in sostanza a seguito della fuoriuscita del socio pubblico, ha modificato le proprie caratteristiche strutturali e patrimoniali, il che del resto è conseguenza ben possibile del venir meno del rapporto di parternariato con il Comune, circostanza, questa, che la Regione ha legittimamente considerato in termini negativi, imponendo la revoca della subconcessione».
Insomma, il ricorso, curato per la Porto di Bosa dall’avvocato Pietro Corda, mentre il Comune era rappresentato dall’avvocato Diego Lumbau, oltre che irricevibile – l’avvio del procedimento di revoca da parte del Comune è del 21 novembre 2015, la notifica del ricorso al Tar è del 29 marzo 2016, ben oltre i 60 giorni di tempo previsti – è stato giudicato infondato. Cosa succederà ora? Intanto la Porto di Bosa potrà comunque presentare ricorso al Consiglio di Stato; per il Comune, la via obbligata è mettere in esecuzione la sentenza e farsi restituire le chiavi della darsena dalla società dei Molinas. Si apre il capitolo del futuro del porticciolo: un bene la cui corretta gestione è questione imprescindibile per il Comune di Bosa, che dovrà senza dubbio procedere a una nuovo bando per l’affidamento.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
