Slacci di Abbanoa esposto Adiconsum sulla conciliazione
ORISTANO. «Buongiorno, siamo di Abbanoa: dobbiamo chiudere il contatore». L’altra mattina in casa di Ovidio Serra, hanno letteralmente sudato freddo. Certo, sapevano di una bolletta “sospesa” e...
ORISTANO. «Buongiorno, siamo di Abbanoa: dobbiamo chiudere il contatore». L’altra mattina in casa di Ovidio Serra, hanno letteralmente sudato freddo. Certo, sapevano di una bolletta “sospesa” e regolarmente impugnata attraverso una associazione dei consumatori «avevamo avviato il procedimento e mai avrei immaginato che un giorno venissero per staccarmi l’acqua», racconta il signor Ovidio. «Chiunque avrebbe fatto come me: difficile immaginare che una famiglia di tre persone consumi quasi 1600 euro di acqua in un quadrimestre, per di più d’inverno». Il signor Serra conosce i suoi diritti e quelli di sua moglie, da anni costretta a letto da una grave malattia. «In questi casi l’acqua non si può staccare – dice – l’ho fatto presente agli operai che mi hanno suggerito di inviare un certificato medico. Così abbiamo fatto e lo slaccio è stato sospeso».
Tutto tranquillo? Manco per niente: solo adesso, infatti, Ovidio Serra ha scoperto che il suo ricorso è andato a vuoto. «Quando ho telefonato ad Abbanoa per inviare il certificato medico, mi hanno detto che l’Adiconsum, alla quale mi ero rivolto, non si era presentata alla conciliazione. Così il mio ricorso era stato respinto senza che nessuno mi avesse avvisato».
In realtà Abbanoa aveva inviato una comunicazione scritta al signor Serra, peccato però che il postino sia arrivato 24 ore dopo l’arrivo degli operai che avrebbero dovuto staccargli l’acqua. Benchè la procedura di slaccio sia, ma solo momentaneamente, rientrata, lascia stupiti l’estrema tempestività nel procedere allo slaccio e non altrettanta nel comunicare l’andamento della pratica. Altri utenti potrebbero trovarsi nella stessa situazione: ignari che il loro ricorso sia stato respinto, rischiano di vedersi staccare l’acqua. Tutto per una diatriba scoppiata fra Abbanoa e Adiconsum di Oristano sulle procedure di convocazione dei tavoli di conciliazione.
Sul caso Serra c’è una nota ufficiale di Abbanoa: «Il 3 ottobre Adiconsum ha disertato il tavolo di conciliazione che avrebbe potuto risolvere il contenzioso relativo all’utenza della signora. Era la sede naturale in cui l’associazione avrebbe potuto informare sullo stato di salute della cliente e quindi evitare l’avvio della procedura di slaccio e trovare anche la soluzione al debito che, forse per gli irresponsabili inviti a non pagare, si è accumulato nel corso degli anni». C’è di più «Dallo scorso mese di maggio Adiconsum ha sospeso arbitrariamente e senza alcun accordo preliminare l’attività con la segreteria di conciliazione. Una decisione che ha messo in pericolo soprattutto l’area che ospita la sede regionale dell’Associazione. Non può essere un caso, infatti, se nella gestione delle pratiche i problemi maggiori si abbiano con il servizio di conciliazione di Oristano e non, per esempio, con Cagliari, Carbonia o con l’Ogliastra, dove il rapporto con i conciliatori Adiconsum procede secondo prassi ordinaria».
La replica di Adiconsum arriva attraverso un esposto con la richiesta di provvedimento cautelare a carattere d’urgenza che l’associazione ha inviato all’Autorità garante per la concorrenza di mercato. «
«È in corso un tentativo di far ricadere le colpe su Adiconsum in maniera tale da insinuare dubbi nel consumatore circa la correttezza nell’agire da parte della nostra associazione», scrive il presidente regionale Giorgio Vargiu. «Fanno sempre in modo che noi non si possa esser presenti, violando il Regolamento di Conciliazione. Fissano le riunioni in prima convocazione per definire 20 pratiche alla volta, alle 9 e in seconda alle 9,30 dello stesso giorno. Convocano un solo (sempre lo stesso) conciliatore, quando nella sede di Oristano siamo addirittura in tre, contrapponendogli quattro conciliatori di Abbanoa. Pratica scorretta che abbiamo chiesto al Garante di sanzionare».
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