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Oristano

Bosa, gli interventi sul Temo non piacciono ai sardisti

BOSA. Mantenere alto il livello di attenzione su un progetto che potrebbe drasticamente cambiare lo scenario, storico e dai delicati meccanismi ambientali, della valle e della città che si...

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BOSA. Mantenere alto il livello di attenzione su un progetto che potrebbe drasticamente cambiare lo scenario, storico e dai delicati meccanismi ambientali, della valle e della città che si affacciano sul fiume Temo. Questo il messaggio ribadito dal Partito Sardo d’Azione di Bosa, lanciato nelle scorse ore via web e chiuso da una serie di interrogativi. Argomento, le opere di difesa idraulica finanziate dalla Regione.

«Il Psd’Az non è contrario ad una così importante iniziativa, che possa definitivamente creare tutte quelle opere tali da garantire l’incolumità della popolazione bosana, ma esistono a nostro parere situazioni poco chiare che devono far riflettere tutte le forze politiche e l’intera comunità, per arrivare al miglior progetto e al più alto livello di condivisione possibili».

Le soluzioni ipotizzate dalla Regione prevedono a monte ed a valle del vecchio ponte in trachite che unisce le due sponde del Temo argini alti anche 6 metri e larghi 18, come l’innalzamento di un metro delle spallette di fronte alle vecchie Conce. «Sembra inverosimile che un progetto di tale importanza, con una dotazione finanziaria di 6,7 milioni di euro e con un coinvolgimento della parte paesaggisticamente più sensibile del nostro territorio (il fiume Temo e la sua vallata fino a San Pietro, le Conce e il centro storico, le sponde verso la foce), non sia mai stato oggetto in passato di una qualche discussione».

E proprio l’assenza di dibattito in città ha fatto storcere il naso ai sardisti, critici anche su alcune soluzioni tecniche scelrte. «C’è un problema di mancato rispetto istituzionale e di chiara prevaricazione dell’autonomia territoriale e decisionale del Comune. L’iter è già in fase avanzata, tanto che è stato definito il piano degli espropri di importanti superfici». Il progetto, per ora preliminare, è dimensionato su una previsione di piene cinquantennale, «che però la stessa relazione di accompagnamento dichiara non essere in regola con le norme del Piano di assetto idrogeologico», notano dal Psd’Az. «Non ci riteniamo all’altezza di fare una verifica delle scelte progettuali e, sicuramente, non è il nostro compito. Ci chiediamo però se un intervento di tale entità non debba prendere il via con almeno due o tre scelte progettuali da sottoporre alla comunità locale, che è poi quella che rimane sul territorio».

Al centro della discussione il problema del dragaggio del fiume e quello della possibile alterazione degli equilibri ambientali. «Ma questo progetto non può essere rivisto?». Parola alla Regione.(al.fa.)

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