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Primi passi e variante al Puc per realizzare un’area servizi

BUSACHI. Il Comune ha superato il primo gradino dell’iter amministrativo e burocratico che porterà a dotare il paese della sua prima area di servizi. La variante al piano urbanistico appena adottata...

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BUSACHI. Il Comune ha superato il primo gradino dell’iter amministrativo e burocratico che porterà a dotare il paese della sua prima area di servizi. La variante al piano urbanistico appena adottata apre la strada alla lottizzazione nella zona di Giolantine, dove è prevista l’urbanizzazione di una superficie di circa 7.500 metri quadri.

La modifica al Puc ha permesso di ampliare quel settore alla periferia dell’abitato e contestualmente di ridurre l’estensione dell’area riservata agli insediamenti produttivi in località Sas Codinas, per la quale erano arrivate poche richieste di l’acquisizione di 24 lotti. Con questo cambio di rotta l’amministrazione punta a creare le condizioni per far attecchire attività che in paese mancano come officine meccaniche, gommisti, opifici, autolavaggi e distributori.

«Abbiamo fatto il primo passo per dotare Busachi di un piano regolatore per un’area di servizi – ha affermato il sindaco Giovanni Orrù –. Nei prossimi giorni trasmetteremo la variante in Regione. Abbiamo buone speranze che sia approvata considerato che ne era stata preventivamente verificata la fattibilità. Dal momento che la gente va via da questi territori anche per la carenza dei servizi, noi speriamo che questo sia un modo per combattere lo spopolamento».

Una volta esauriti tutti i passaggi burocratici e amministrativi relativi alla variante urbanistica saranno acquisiti dai privati i terreni di Giolantine. Il Comune ha già individuato nella vendita di ventisei ettari di terreni pubblici un canale sicuro per reperire le risorse necessarie per le procedure degli espropri e delle compravendite. La cessione volontaria degli appezzamenti di Giolantine sarà incentivata introducendo un criterio di premialità nel bando di assegnazione dei lotti, che attribuirà un punteggio maggiore agli ex proprietari che manifesteranno l’intenzione di aprire un’ attività.

Per rivitalizzare l’area, inoltre, sarà replicata l’offerta di affidamento in concessione del minicaseificio. Con lo scopo di rendere più appetibile la gestione, il prossimo bando prevederà nuovi criteri. «Ci giochiamo quest’ultima carta e se non dovesse funzionare penseremo a come riconvertire l’immobile. L’ideale sarebbe che fosse comunque usato per le attività di trasformazione di prodotti tipici», ha auspicato Giovanni Orrù.

Maria Antonietta Cossu

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