Prestiti con usura, condannato
Simaxis, tre anni a un professionista oristanese che aveva prestato soldi con tassi d’interesse altissimi
SIMAXIS. Usura. Parola pesante che porta alla condanna a tre anni e duemila euro di multa dell’ingegnere oristanese Adriano Sorrentino, accusato di aver prestato del denaro a tassi da capogiro a due coniugi che si trovavano in difficoltà. La contestazione del pubblico ministero Marco De Crescenzo si riduce di molto rispetto al capo d’imputazione originario, ma una parte di quelle accuse rimane in piedi e regge di fronte alla prova dell’aula. Il primo a chiedere la condanna era stato lo stesso pubblico ministero che però aveva anche sollecitato l’assoluzione per due episodi di presunta usura.
All’ingegnere si contestava il prestito di 33mila euro diventati poi 103mila nel giro di pochi mesi. A ricevere la somma furono i coniugi Ettore Onnis e Maria Giuliana Mottura che denunciarono il professionista. Dapprima la questione si sviluppò attraverso una causa civile e fu in quell’occasione che furono avanzati i primi dubbi sui tassi praticati per la restituzione del prestito. Una parte di esso fu assegnata in contanti, un’altra da 61mila euro attraverso cambiali. Si sarebbe così dovuti arrivare a 103mila euro da restituire in brevissimo tempo. La ricostruzione dei fatti è stata duramente contestata dall’avvocato difensore Andrea Pinna che ha addirittura ribaltato la valutazione dei fatti, laddove la vittima sarebbe stata proprio Adriano Sorrentino che avrebbe prestato soldi poi mai tornati indietro. Non è bastato per evitare la condanna e alla successiva decisione dei giudici di attribuire una provvisionale quale parziale risarcimento del danno stabilita in 10mila euro per i coniugi che si erano costituiti parte civile assistiti dall’avvocato Rosaria Manconi. Il processo ha portato all’assoluzione per prescrizione del secondo imputato, Antonio Piras di Zeddiani, accusato di esercizio arbitrario delle proprie ragioni sempre nei confronti di marito e moglie.
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