Le famiglie rom lasciano via Rockfeller
Il Comune ottiene un finanziamento per acquistare prefabbricati e dopo 25 anni recupera l’area vicina all’ospedale
ORISTANO. Via Rockfeller, fine di un’epoca. Dopo venticinque anni la comunità rom andrà infatti via dai locali alquanto fatiscenti e da tempo indecorosi dell’ex mattatoio vicino all’ospedale San Martino. Per loro ci sarà una nuova sistemazione e per la città si apre finalmente lo spazio per recuperare quella serie di edifici e di terreni che meritavano una ben diversa attenzione.
Il Comune, dopo vari tentativi, è riuscito a ottenere un finanziamento da 100mila euro proveniente dall’Unione Europea per tramite del ministero dell’Interno. Sono bandi legati all’integrazione e alla gestione dell’immigrazione e delle minoranze etniche grazie ai quali l’amministrazione riuscirà a risolvere un triplo problema, quello della sistemazione delle famiglie rom, quello del decoro della zona e quello di liberare edifici che hanno una notevole valenza pubblica per via della loro collocazione.
I sette nuclei che abitano in via Rockfeller furono fatti alloggiare negli stabili dell’ex mattatoio sin dall’inizio degli anni ’90. Doveva essere una sistemazione provvisoria, invece da quel momento nulla è cambiato. Col finanziamento l’amministrazione comunale che dovrà contribuire alla spesa con il 20% riuscirà ad acquistare una serie di casette mobili prefabbricate in cui sistemare oltre venti persone. Lo farà per gradi e sceglierà ovviamente un terreno di sua proprietà quale prossima destinazione. Tra quelli individuati ve n’è uno nella zona dietro la stazione ferroviaria nei pressi di via Ghilarza, ma tutto questo è ancora da decidere perché alla scelta dell’area andranno affiancati anche i lavori per le opere di urbanizzazione primaria.
Per ora, comunque, c’è il finanziamento la cui prima tranche dovrebbe essere a disposizione sin da questo mese o, al più tardi, da gennaio. Il Comune ovviamente è soddisfatto di quanto ottenuto. «Risolviamo un problema annoso che tutte le altre amministrazioni avevano evitato di affrontare – spiega l’assessore ai Servizi sociali, Maria Obinu –. La situazione in via Rockfeller non era più sostenibile per chi ci dimora. A fianco poi ci sono l’ospedale e la sede della Lavos per cui riusciamo finalmente a trovare un’alternativa che siamo convinti accontenterà tutti».
Fatto questo passo si potrà finalmente compiere quello successivo ovvero il recupero di una serie di edifici. Certo, non è un intervento fattibile già da domani, ma ora che i terreni torneranno a disposizione si potrà iniziare a pensare quale sarà il loro futuro. Difficile che si possa tornare alla vecchia idea della ristrutturazione del mattatoio, ma di certo il patrimonio a disposizione del Comune è notevole.
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