La poesia rompe i muri il recupero con le parole
Presentato “Un ponte gettato sul mare, una esperienza nei centri psichiatrici” Dall'impegno di Asl e associazioni una risposta alle sofferenze dei pazienti
ORISTANO. “Un ponte gettato sul mare - un'esperienza di poesia nei centri psichiatrici” non è solo un libro. È un viaggio in versi che esplora i sentimenti più intimi, che dà voce alla sofferenza mentale e racconta le storie di tanti mondi, quelli che spesso spaventano e si cerca di evitare. È un ponte fatto di parole che abbatte barriere che sembravano difficili da distruggere. È un percorso sociale e culturale che ha mosso i primi passi nel 2015 a Seneghe, durante il festival Cabudanne de sos poetas organizzato dall'associazione culturale Perda Sonadora. Lì, grazie all'incontro con la cooperativa sociale Ctr di Cagliari, è nato il progetto "Casa della poesia", un laboratorio che ha coinvolto operatori e ospiti di diverse strutture dell'oristanese che si occupano della riabilitazione da disagi psichici.
«Il nostro obiettivo – spiega Elisabetta Pili, Responsabile dell'area psichiatrica del Ctr – è quello di stare attenti al benessere della persona e di coinvolgerla nel suo percorso riabilitativo. Grazie a questo laboratorio di poesia c'è stata la possibilità di esprimersi in maniera libera e spontanea e di tirare fuori delle emozioni che non sono facili da raccontare né da scrivere».
Un percorso con valore terapeutico dove gli operatori e i pazienti delle diverse strutture riabilitative si sono messi in discussione grazie all'aiuto delle poetesse Azzurra D'Agostino e Francesca Matteoni che hanno curato il laboratorio. «Una delle cose migliori è stato il clima che si è da subito creato – racconta Alessandra Tomassone, coordinatrice della casa famiglia Su Foghile di Samugheo – un clima accettante, non giudicante, di parità. Grazie a questo siamo riusciti a dare espressione alla nostra emotività, a conoscerci, a rafforzare l'autostima e la consapevolezza di noi stessi».
E così Maria Grazia, Manrico, Massimiliano, Clara, Maria Carmela, Andrea, Giovanna e tanti altri si sono raccontati nei loro versi carichi di emozione e, non di rado, toccanti. Versi che raccontano la vita, non solo la loro ma quella di tutti noi, e che rappresentano più che uno specchio su cui riflettere dolori e emozioni.
«Molto spesso ci si focalizza solo negli aspetti medici e ambulatoriali – ha spiegato nel suo intervento Gianfranco Pitzalis, direttore del Dipartimento di Salute mentale e dipendenze della Asl di Oristano – mentre è necessario ricordare che il recupero non si ottiene solo con i farmaci e le cure ma anche attraverso un percorso culturale che fa in modo che tutti condividiamo la stessa esperienza».
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