Trasporti scolastici per i centri periferici, allarme da Laconi
Le tre borgate del centro del Sarcidano protestano Il servizio è inadeguato: petizione popolare con 539 firme
LACONI. Nel bilancio di fine anno pesano le previsioni di un futuro a tinte fosche a causa dello spopolamento e della conseguente perdita dei servizi che non contribuiscono a migliorare la qualità della vita di chi abita nei piccoli centri.
Il paese del Sarcidano con poco più di 1900 abitanti, infatti, vive il peggior periodo di calo demografico di sempre. Nel 2016 è nato un solo bambino, un record in negativo senza precedenti.
La legge sui numeri la fa da padrona e sono i servizi scolastici ad aver avuto la peggio. A determinare profondamente un dato negativo è stato il lento declino delle scuole.
L’Istituto Comprensivo ha perso, infatti, l’autonomia con il trasferimento degli uffici amministrativi ad Isili ed il liceo classico, a causa della carenza di iscritti, rischia la chiusura. Mentre la Regione con il bando “Tutti a iscol@” ha predisposto risorse pari a 20 milioni di euro per contrastare il fenomeno dell’abbandono scolastico, nella cittadina del Sarcidano il comune, per carenza di risorse finanziarie, ha tagliato il servizio di trasporto scolastico che consentiva ai bambini residenti nelle borgate di poter frequentare regolarmente le lezioni.
Una situazione questa ancora più grave poiché le borgate in questione, Santa Sofia, Su Lau e Crastu, non sono servite da linee di trasporto pubblico in orari compatibili con quelli scolastici.
Le difficoltà oggettive nel dover percorrere ogni giorno 40 chilometri per raggiungere le scuole hanno portato i genitori a rifiutare il contributo economico deciso dall’amministrazione comunale e in, qualche caso, anche a fare una scelta drastica: due bambini, infatti, hanno lasciato la borgata e sono stati trasferiti altrove. La comunità ha deciso di reagire e lo ha fatto sottoscrivendo una petizione popolare, con 539 firme, per chiedere il ripristino del servizio.
«È importante tenere alta l’attenzione su queste problematiche e non far passare il messaggio che si possa cancellare un servizio primario e fondamentale come lo scuolabus», dice la consigliera Simona Corongiu che ha recentemente pubblicato un’attenta disamina della situazione. «Quello che ora può sembrare un problema isolato – scrive Corongiu – domani riguarderà tante altre comunità in stato di malessere demografico e allora cosa si farà, anche in quel caso si invocherà la carenza di risorse, abbandonando intere piccole comunità al progressivo decadimento culturale e scolastico? Noi non ci stiamo».
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