Troppi pedoni investiti, allarme velocità
Il Comune intende ora portare i limiti a 50 chilometri orari e poi a 30, con dossi e strisce pedonali con passaggi rialzati
ORISTANO. I numeri dovrebbero spiegare tutto, o almeno in parte: da gennaio, sono stati diciannove incidenti in città con pedoni investiti da auto e dieci che hanno riguardato ciclisti, anche loro, investiti da autoveicoli. Numeri che rientrerebbero nella media nazionale e anche se soltanto lunedì, sono state due le persone investite e tutte in via Cagliari, sembra che gli automobilisti oristanesi non siano più distratti o indisciplinati degli altri.
Di certo, fa un po’ di impressione, dover registrare due incidenti lo stesso giorno in una città comunque piccola e dal traffico che sarebbe difficile definire caotico, a parte ovviamente qualche rara eccezione. Certo, si dirà che gli incidenti sono provocati quasi sempre da un’insieme di cause dove, in una eventuale classifica, distrazione e velocità, sono ai primi posti.
Il Comune annuncia una serie di contro misure con limiti di velocità che scenderanno a 50 chilometri all’ora in alcune zone l’installazione di passaggi pedonali più evidenti rispetto alle classi che “zebre” e rialzati simili a dossi anche se più “dolci”, così da imporre ai veicoli di rallentare. Gianluca Mugheddu è l’assessore comunale al Traffico.
Spiega come l’amministrazione si stia orientando per rendere il traffico cittadino più sicuro. «Nel Pum in corso di elaborazione abbiamo individuato una serie di interventi che dovrebbero assicurare una viabilità cittadina più sicura – dice – stiamo ad esempio individuando quelle che tecnicamente vengono indicate come “Zone 30”, dove appunto la velocità di marcia non può superare i 30 chilometri orari. Fra queste ci sono i quartieri di Sa Rodia e la zona delle regioni. Sempre in quelle zone, in particolare nei viali Repubblica e Brianza saranno installati i passaggi pedonali rialzati, simili a “dunette” che impongono di rallentare».
L’assessore fa tuttavia notare come qualsiasi provvedimento non avrebbe effetto se contemporaneamente «sia da parte di automobilisti, motociclisti ma anche dei pedoni e dei ciclisti non ci sarà la necessaria concentrazione e prudenza. Spesso – dice infatti – camminiamo o guidiamo distratti da mille cose. Inutile nasconderci dietro un dito: a volte si guida e si telefona contemporaneamente oppure a piedi, si attraversa senza fare attenzione».
Da qualche anno, inoltre il Comune in accordo con le scuole, ha avviato un progetto per educare, fin da bambini, a maggior conoscenza (e rispetto) del Codice stradale. Veri e propri corsi pratici con tanto di “esercitazione” all’autodromo di Mores.
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