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Oristano

strisce rialzate: assegnato il bando

di Michela Cuccu
strisce rialzate: assegnato il bando

ORISTANO. Non basteranno limiti di velocità e attraversamenti pedonali rialzati: per ridurre gli incidenti stradali in città serve soprattutto conoscere e rispettare il codice della strada. Gli...

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ORISTANO. Non basteranno limiti di velocità e attraversamenti pedonali rialzati: per ridurre gli incidenti stradali in città serve soprattutto conoscere e rispettare il codice della strada. Gli oristanesi, per una volta, sembrano tutti d’accordo. Diciannove pedoni e dieci ciclisti investiti nell’arco del 2016 sono troppi. Anche se il numero non si discosta dalla media nazionale e che dunque dimostrerebbe come il traffico a Oristano non è più pericoloso rispetto a quello di altre città, c’è voglia di maggior sicurezza. Ieri, un lettore, Piero Marongiu, ha scritto a La Nuova proponendo una serie di interventi che vanno da una maggior illuminazione delle strade urbane, alla necessità di ripristinare il manto d’asfalto, passando per la necessità di far rispettare maggiormente il Codice della strada anche ai ciclisti. Ed ancora: «Molti pedoni, in particolare anziani, non attraversano, ma si gettano sulle strisce pedonali, in alcuni casi rese non visibili da furgoni in sosta».

Insomma, che si cammini a piedi, si vada in bicicletta, in moto o in auto, a Oristano sembra che non proprio tutti adottino la necessaria prudenza. L’amministrazione comunale sta provando a porre rimedio. Ieri, l’assessore al Traffico Gianluca Mugheddu ha spiegato come il nuovo Piano urbano della mobilità prevederà una serie di provvedimenti, come ad esempio, portare il limite di velocità a 30 chilometri orari in alcune zone nevralgiche, come, il quartiere delle regioni e viale Repubblica, oltre ad installare un nuovo tipo di attraversamento pedonale: illuminato e simile a un leggero dosso, in maniera da imporre comunque il rallentamento ai veicoli in marcia.

«Ciò che serve è soprattutto una maggior educazione al codice della strada». È questo il messaggio che arriva dai titolari di alcune autoscuole della città. «Se solo il Comune ci interpellasse, avremmo tante proposte da fare, partendo dalla necessità una campagna informativa-educativa che duri tutto l’anno, che coinvolga tutti, automobilisti e pedoni, giovani e anziani», dice ad esempio Alberto Boasso. «Gli incidenti in città non sono pochi – afferma – sottovalutare il problema è pericoloso. Va affrontato coinvolgendo tutti i cittadini e non solo una volta all’anno, ma sempre. Solo se riusciremo a far diventare la sicurezza stradale un argomento quotidiano riusciremo ad ottenere dei risultati importanti. Certo, ci vuole costanza, impegno da parte di tutti, ma per esperienza di “addetto ai lavori” posso dire che è solo così che si può affrontare il problema».

Sulla stessa onda anche Giancarlo Gesuato: «Senza una corretta e costante campagna di informazione ed educazione al rispetto del Codice stradale anche tutti gli altri interventi, come ad esempio la riduzione del limite di velocità, rischiano di diventare dei palliativi». Gesuato però sollecita anche interventi materiali per garantire una più sicura percorribilità delle strade urbane: «Ci sono alcuni tratti ad esempio in via Cagliari, praticamente al buio. Anche se si procede piano, senza visibilità il rischio dell’incidente c’è sempre». Boasso aggiunge «Spero che il nuovo Pum preveda anche una rivisitazione dell’attuale mappa degli attraversamenti pedonali: in alcune zone della città ne troviamo anche a distanza di 30metri l’uno dall’altro, in altre strade, mancano del tutto».

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